SCENA X.

Cròbilo e Aglae.

Agl. (entrando con far cordialissimo, disinvolto) Salute, buon Cròbilo!...

Cròb. (misterioso) Ssssss!...

Agl. (forte, mostrando sorpresa) Che è?...

Cròb. Ssssss! (sottovoce, facendole segno di parlar più piano) C'è del nuovo.

Agl. Nuovo di che?...

Cròb. (con gesti) Tu non sai...

Agl. Che cosa?

Cròb. Mènecle... (parla esitante, sconcertato dalla tranquillità con cui Aglae lo guarda) ha dei sospetti...

Agl. (disinvolta) Fa benissimo. È il dovere di un marito di averne.

Cròb. (sconcertato) Eh? (Cosa dice?...) E... tu...?

Agl. E il dovere di una moglie è di lasciarglieli.

Cròb. (tentennando il capo, fra sè) (Comincio... a non capire). (ad Aglae) Ah... già...

Agl. (senza darsi per intesa della sua sorpresa) Meglio in faccia a Giove custode dei giuramenti essere moglie sospettata... (moto di compiacenza di Cròbilo) ... anche ingiustamente... (gesto di disappunto di Cròbilo) dal marito, che essere marito ingiusto colla moglie...

Cròb. (rasserenasi) (Ora mi raccapezzo!) Ah sì! Mènecle è ingiusto, più che ingiusto... con te... (E governava le isole in quel modo...! Prudenza! Battiamo largo!...) Però, se egli pensasse a risarcire...

Agl. Credi tu che gli anni di una fanciulla sciupati nella solitudine si risarciscano?... Tu non sai...

Cròb. So, so!... (Povera ragazza!) Ma tu sola non sei... vi hanno cuori che ti sanno compiangere...

Agl. (con accento vibratissimo, sdegnoso) Compiangere?... Aglae non ha bisogno di compianto. Alla mia età, si sente; alla mia età si ama, intendi?...

Cròb. (guardandola con compiacenza) (Eh! come lo dice!...)

Agl. (incalzando) Alla età mia, c'è qui dentro un cuore che batte, c'è un'anima che ferve, che soffre, che s'irrita, che ha bisogno del suo lembo di mondo e di cielo!... E quando la povera anima piange trovandosi al buio, quando si lagna perchè trovasi al chiuso... la si compiange! Bel conforto! tenetevelo!

Cròb. (Ha ragione!) No... Aglae... senti...

Agl. (non dandogli retta, e in vista di sempre più accalorarsi) No... non è questo che essa chiedeva! Questa oscurità mi intristisce: datemi la mia parte di luce! questo chiuso mi soffoca: datemi la mia parte di aria!... Aprite! aprite! Questo volevo!... (si abbandona come spossata dallo sforzo, su di una sedia: poi dopo una pausa, volgendosi a Cròbilo) Oh, Cròbilo... perdona... mi dimenticavo e ti ho annoiato co' miei lamenti...

Cròb. Annoiarmi! ma va avanti!... ma va avanti! Parlano in tua bocca le Sirene!

Agl. E or che ci penso, ho avuto torto di rispondere alla tua... e di farti venir qui...

Cròb. Perchè?

Agl. Perchè il favore che avevo a chiederti...

Cròb. (fra sè, malizioso) (Pretesti!...).

Agl. ... tu non puoi farmelo...

Cròb. (concitato, insinuante, carezzevole) Ecco... vedi... ciò si chiama essere ingiusti... Aglae, non hai mai udito dire che le anime colpite dalla stessa sventura tendono, per istinto, a ravvicinarsi? Io, dianzi, ti ascoltavo commosso...

Agl. (a parte) (Brutto ipocrita!) E tu...

Cròb. E chi ti dice che anch'io non sia uno spirito sofferente che inseguiva uno splendido ideale, strappatogli dalla triste realtà? Il mio ideale era un'anima che comprendesse la mia... si chiamava: la bellezza, la felicità, l'amore...! la realtà si chiama... (con voce cupa) Mìrtala!...

Agl. (a parte) (Qui ci vorrebbe lei!)

Cròb. Io, vedi, m'ero detto: Ecco, o Cròbilo, gli Dei t'hanno dato la generosità, la virtù...

Agl. (la modestia...)

Cròb. ... tu hai da essi una bella missione nel mondo. Troverai sulla tua strada la menzogna, e la smaschererai; troverai la sapienza, le strapperai i segreti; troverai la gloria, le darai le corone; troverai la virtù, la assisterai; la sventura, la consolerai...

Agl. (... tua moglie, la tradirai...)

Cròb. ... Aglae, tu sei sventurata... e mi vuoi togliere il conforto di esercitare sulla terra... la mia missione?

Agl. Oh no... ma...

Cròb. Ne dubiti...

Agl. No, ma, vedi, è una missione pericolosa la tua. L'ultima volta che fui a Corinto, passando in lettiga dalla piazza del mercato, vidi la casetta di Antifonte l'oratore, quello, sai, che Atene condannò a morte poco tempo prima di Socrate... E mi fermò la scritta che era ancora sulla porta: «Ufficio di consolazioni. Qui dimora Antifonte, il quale ha la virtù di guarire con parole gli addolorati...»[209] La tua missione medesima! e l'umanità glie n'è stata così riconoscente, che lo ha condannato a bere la cicuta...

Cròb. Alla quale noi rinunziamo! L'umanità è stata sempre ingrata. Ma Antifonte guariva con le parole... e non coi fatti...

Agl. (suggestiva, velatamente ironica) E tu invece... uomo di fatti, sei!... Ma da quando questa missione il tuo buon demone t'ha suggerito di esercitarla?... Fino a ieri nulla ne seppi... e poi, Aglae, supposto avesse bisogno di un consolatore, vorrebbe prima accertarsi che sia quello veramente che ebbe quest'incarico dai Numi: che sappia indovinar nella sua anima ogni fremito de' suoi desiderî, ogni sussulto delle sue speranze, ogni lagrima dei suoi dolori... (dopo dette queste parole con voce insinuantissima, mutando a un tratto bruscamente accento) ... vedi bene che tu non puoi essere quello...

Cròb. (vivissimo) E se lo fossi?...

Agl. Se lo fosti anche... non ne troveresti il tempo...

Cròb. (incalzante) E se lo trovassi?...

Agl. (fingendosi perplessa) Se lo trovasti... (con pentimento brusco) E poi no...

Cròb. Mettimi alla prova...

Agl. Davvero? E tu sai...

Cròb. So tutto.

Agl. E acconsentiresti...

Cròb. Se acconsento!... (fra sè, un po' sconcertato) (Consentire??... che diamine?...)

Agl. Oh grazie!... Perchè capisci... dal momento che tu sai tutto...

(Batte su queste parole con insistenza maliziosa).

Cròb. (impaziente, incalzantissimo) Tutto, tutto...

Agl. Non ci sei che tu... E tu dunque gli parlerai?... quando?...

Cròb. (sbalordito) Parlare... a chi?...

Agl. (con tutta naturalezza) Ma a lui...

Cròb. (sempre più sbalordito) Già... già!... Ma... lui... chi?...

Agl. Ma a Mènecle...

Cròb. Eh?!... (dà uno sbalzo di spavento) (Quella ci mancherebbe!... con quel po' po' di sentenze!...) (sconcertatissimo, e pure sforzandosi nasconder l'imbarazzo) Ah... già, già... Ma...

Agl. (fingendo non accorgersi del suo turbamento) Ma tu vedi che da qui bisogna uscirne, per le Dee!... bisogna uscirne!... Esiti? Ah!... lo sapevo...

Cròb. (con uno sforzo) Ma ti pare?!... Niente affatto!... (facendo la voce risoluta e cercando farsi coraggio) Cròbilo non indietreggia... e se tu lo vuoi... (vorrebbe dir qualche cosa, ma gli manca il coraggio) Ma permetti una parola...

Agl. (impaziente) Cosa?...

Cròb. ... nel tuo interesse... mi pare... non ti pare... parlargli io... fare uno scandalo...

Agl. Scandalo? (fingendo sorpresa) Scandalo il dirgli che fa male a trattare così la sua compagna, sposata innanzi agli Dei patrî ed agli Dei del focolare?... il dirgli, coll'autorità di un amico, che non son questi i giuramenti innanzi all'arconte; scandalo il dirgli che sua moglie soffre...

Cròb. (balzando sbalordito) Eh?!

Agl. ... scandalo il ricondurmelo?...

Cròb. (sbalordito più che mai) (O Febo! o spiriti! lo ama!) E... e... questo era... che volevi?

Agl. (mostrando a tutta prima sorpresa della sua sorpresa) E che altro... dunque... imaginavi?... Ah!... (quasi un pensiero le balenasse, si fa improvvisamente scura in viso, e s'appressa a Cròbilo, figgendogli gli occhi in faccia, e parlandogli con voce lenta, severissima) Che altro imaginavi che il labbro di Cròbilo, marito di Mìrtala, potesse osar di confessare all'orecchio di Aglae, la sposa di Mènecle?...

Cròb. (interdetto, confuso) Io... nulla... nulla... Ma le tue parole... questo invito...

(Da qualche istante è entrata in iscena Mìrtala introdotta adagio da Blèpo, che le fa dei gesti maliziosi, sulla soglia, additandole Cròbilo; vedendo questi, Mìrtala si arresta, e ritraesi alquanto).

Agl. (seria e dignitosissima) Il mio invito fu un torto... se ebbi torto di crederti amico leale di Mènecle e mio... Ma se Mènecle...

Cròb. (spaventato, supplichevole) No!... no!... (concentrandosi e meditabondo, coll'indice sotto il naso) (Ma dunque... avrebbe quasi l'aria di essere una canzonatura?!...)

Agl. (proseguendo) Ma se tua moglie... fosse qui... (Aglae s'è accorta della presenta di Mìrtala) se ti sentisse... che cosa direbbe di questa tua improvvisa meraviglia?...

Cròb. (prorompendo, con voce risoluta, irritata) O per gli Dei! se mia moglie mi sentisse... le direi...