SCENA VI

REPETITORE.

Non credo ch'un equo con tanta velocitá avessi itinerato al domo del condiscipulo come sono andato io per gratularmi al precettore. E non l'ho trovato: ché me hanno referto i domestici suoi di casa ch'ipse e una col famulo nostro illico s'era partito e che andavano per questa strada vicino allo emporio. Non so dove mel possa reperire e maravigliomi che, s'ell'è cosí, de non lo avere obviato. Pur temo che quello insolente non l'abbia condutto in qualche cauponaria e che non emino per i quadranti qualche vasculo de mulso, per il che se ebriaranno. Ed è un peccato, ché quel Luzio è di bona indole e di capacissimo ingenio; ma quel furcifer è bene uno inepto ai litterali costumi e facilmente potrá conducerlo a qualche precipizio. Ho deliberato, benché mi sia laborioso, prima che torni a casa, andare sin qui a questo caupone e concernere con ocello de línceo se ivi stanziassino, per ciò che Malfatto con ipso ha molta intrinseca familiaritá.