SCENA III.
BIANCA.
Esser pareami in cielo... Or dove sono? Misera me! oltre il dovere assente Stetti; — al castello di tornare è tempo. — Polve diletta, che secondo spiro Per avviarmi a lieto porto sei, Vale: — estremo a involarti nella notte, Primo a spuntare sul mattino, — dolce Pensiero e caro. O santa madre mia, Volgi talvolta un guardo di conforto Alla figlia nella ora che frappone Ai nostri amplessi desiati il tempo. Ma alcun qui mosse: — già non v'era dianzi Quella torcia! — Che fia? — Cristo! un feretro! Ahi! come tremo io forte... Il tristo trema All'aspetto dei morti, o Bianca; — tutti Saran com'esso, e tu... Or chi fie questo Che come maladetto senza prece È portato alla fossa? — Ove a te ogni altra Manchi, — infelice! — avrai la mia: — ma in volto Io vo' vederti. — Ah mi si strigne il core; Nol far... Me preme una secreta forza.[29] Dore... Gran Dio! l'anima stanca acco...gli.[30]