SCENA II.

Due Uomini che portano una bara.

1º Uomo A quel superbo Che per meglio punire il cielo innalza Piegan tutti, non io. — Ti aborro, o vile Idol di creta. 2º Uomo Alto corriam periglio... 1º Uomo Pari al piacer di dire allo infelice Padre: — piagnete qui; — qui dentro è il corpo Del figlio vostro. — Senza croce, — a lume Spento, volea ch'io lo gittassi a' cani. — Ma tu pria che a congiungerti alla terra Ritorni, — oscuro sì ma pur sincero Avrai, misero, il pianto. 2º Uomo Infortunato! Dei begli anni sul fior tolto alla vita Chi mai lo avrebbe detto? — Sì cortese. Sì costumato egli era. 1º Uomo Amico! il core Come per morte di un mio stesso figlio Ho sanguinente. 2º Uomo Sua dimora ha tolto Fra Lotteringo in questo monastero; Andianne a lui, e lo preghiam che venga Di acqua aspergerlo santa, e dei defunti Dirgli la prece pria che in tomba ei scenda. 1º Uomo O buon Gaudente, qual sarà il cor tuo All'atroce novella? Indarno pace Bramasti; ch'ella in questa terra frutta, Della scienza nuovo arbore, la morte. 2º Uomo Esaudisci, Signor, la mia preghiera; Questo spirto raccogli sotto il manto Di tua misericordia. 1º Uomo Così sia. Requie eterna concedi a lui, Signore.[28]