SCENA V.

GERI, MANENTE.

Manente Niun qui geme. — È trapassato... Geri Manente! Manente Vivete? Io vi facea tra i morti. Geri Ah! dammi aita, Ferma il sangue che spiccia... Ahi questa è piaga, Che se altra è più mortal, nulla è più acerba. Manente Gagliardo egli è quest'uomo Vostro![7] Geri Quindi Più mi grava di spegnerlo. Manente A quest'ora Poco spazio di terra avria sepolto Il trafitto, il misfatto e la memoria; — Ma io vel dico, voi — mai sarete un uomo. La buona spada innanzi al sol combatte, E dà in petto al nemico; — ma il pugnale Le tenebre ama e il dosso: — più veloce Quindi è la via che mena dritto al core. Geri Vivo; — la sconterà. Manente Ma intanto il vostro Sangue per lui tigne la terra... Geri Vivo. Breve di pochi dì tremenda vita Io gli apparecchio, e morte disperata.

ATTO SECONDO.

E sì distretto m'ave in suo disire

Lo core mio, che dallo suo pensare

Un'ora solo io nol porria partire,

Dante da Maiano.