SCENA VII.
GUALFREDI, GERI.
Gualfredi Non periranno i Cancellieri.[14] — Figlio; Molte io fin qui sopportai cose in vostro Danno e mio da voi fatte, e pur di nulla Tanto mi dolgo quanto di questa una Che oggi faceste in mia presenza. — Or giovi Membrarvi, — Dore qui securo starsi Con la tutela del mio nome, — solo Esserne signore io; — e da qui innanzi Senza periglio non poter voi a scherno Torre la santa autorità paterna... — L'evento della notte... Geri Udite cosa Che ultima vo' che in questo sia. — Gualfredo, Poichè al mio detto non fidate, e in dubbio Ponete la mia fe', non dirò verbo In difesa... io disdegno... Gualfredi Oh! mal conviensi Disdegno in ciò, — ma si vorria ben onta Pria di mal fare. — Or vel ripeto, — sono Signor supremo io qui. — Voi fate senno Di mie parole, e pensate allo stato Cui, se ben veggo, non vi chiama il cielo.