SCENA VI.
BIANCA e detti.
Bianca Empio, che fai! — lo meni a morte?. Non dà la terra a nudricarti il frutto? Non il liquore a dissetarti? — Il sangue Perchè e le membra dell'uomo desii? Oh! se dischiusi nuovamente i cieli Piovessero l'oceano della morte, E lo spirto di Dio fosse su l'acque Gridando: — Il giusto è salvo; si vedria L'arca pei mari di virtude in terra Segno, e di pietà in cielo, — o spenti tutti? Manente L'arco baleno è un patto a più colori Che mi toglie il sospetto. Bianca O padre mio, Son queste le promesse, i giuri questi. Che al letto della morte, ove la estrema Ora vivea la madre mia, faceste? Desioso di Dio, pur su la soglia Della vita fermavala un pensiere Di angoscia; a voi si volse, ed al perdono... Vi confortò del sangue vostro... e: Vedi, Disse, Siam polve,... la mercè di Dio Non fie a lui che visse odiando in terra... Voi piangevate, chè la pieta il varco Avea tolto alla voce; allora un lampo Vestì di gioia il volto alla beata, Compose il capo alla quïete eterna, E scosse l'ale al sempiterno riso... I labbri intanto della morta spoglia Parea pur sempre dicessero: — pace. — Spirto beato, dai stellati seggi Ove sei santo, a questa terra un guardo Volgi, e vedrai di quale amore il sangue Si ami dei Cancellieri; — e qual conceda Pace e perdono il tuo consorte. — Padre... Pensate che possa giurare invano L'uomo ai suoi morti? Geri Or chi fie mai che nieghi Mastro gentile ai bei concetti amore! Bianca Amore? Geri Sì, — forse non ama il nostro Nemico Bianca? Bianca Io... del Signor l'amico Amo; — inimico a nullo, io Dore amo; Nè tale è questo amor che voglia starsi Celato, — e al padre, e a te non pur, ma al mondo Io vorrei dire l'amo. — Oh a quello amore Guai! che di farsi manifesto adonta, O già fatto è delitto, o se ne appressa. Gualfredi E lieti giorni e avventurosi Bianca Stimi trarre con Dore? Bianca Avventurosi! — E chi lieto è quaggiù? — Non è ella prova Di pianto questa vita? Gualfredi E qual conforto Or ti fie dunque averlo a sposo? Bianca Un fuoco Che nudrono le vergini in onore Di Nostra Donna è l'amor mio, — modesto Sì, ma immortale: — la ragion non vince, Eppur sento che dove a sposo Dore Dio mi consenta, io gli dovrò tai grazie, Quali di suo più grande beneficio... Ma poichè la ventura a tal ne mena, Ecco prostesa in voi m'affido io tutta. Proferite giudicio: od all'amplesso Tornate il fratel vostro, e fie suggello Il mio nodo di pace; o consentite Ch'io al Ciel mi renda. Oh! non già lieve questo Sarammi; — ma un pensiero mi conforta: Più che sovra i felici il guardo intende Sovra gli afflitti Dio. Gualfredi Sorgi... la mano. Che stringere desii di sangue è tinta, — Sangue del fratel tuo. — Bianca Sangue!... chi il dice? Ella è innocente... Dore Io questa mano, il giorno Delle vendette, francamente a Dio Per supplicarlo innalzerò; nè traccia Perenne è questa, perocchè non grido Di colpa, ma consiglio di natura Scorse la mano;... e la natura è figlia... Di Dio.... Mi striscia su le carni un ferro, — Percuoto nella tenebra... Per quanto È più nel cielo e in terra sacro, il giuro, — Sono innocente. Bianca Cancelliero, il giuro È mala prova d'innocenza: — il fallo Al par lo adopra, e più. — Ben ti credo io, Ma sposa — finchè il mondo non conosca Te non essere un tristo — ch'io ti sia, Impossibile è cosa. Dore In questi luoghi Volea tenerne il cugin nostro — a forza: Or volontario rimarrommi; e a voi, Gualfredo, il carco di chiarir se Dore Un fellon sia concedo; — e dove tale Non vi appaia, se voce di consorte Puote in voi nulla, — priegovi — torniamo Amici, deponiam l'ire fraterne E le contese, onde la gente dica: Ben serba il Cancelliero alma sdegnosa, Ma volentier perdona.... Gualfredi Benedetta La pace che da lungo invan sospiro! — Figli... figli... Or deh, Bianca, alle tue stanze Riedi; — voi, Dore, nelle mie vi state: — Dei vostri padri è questa casa, — e vostra; Ogni timor quindi sbandite. — In breve Tornerò a voi. — Sappiate intanto ch'ove Pieni non sieno i desir vostri, certo Non fie per me che voi non siate lieti. Bianca Parmi, o benigno il ciel s'inchina? Dore Il voglia Iddio, ma non mi affido: — ad ogni evento Amami. Bianca In cielo, dopo Dio, te primo. — Dore Bastami. — Or va, ch'io son parato a tutto.