VIII.

Quando la morte ti aperse le mani, o Roma, il mondo sembrò che tornasse nella pristina confusione delle cose; come le foglie della Sibilla, terminato il responso. — Nel naufragio della civiltà, delle leggi, di una religione per bene cento secoli durata, peristi, e le rovine di tutta la terra ti furono portentoso sepolcro.