SCENA PRIMA.
Ferdinando e il Battifarno. — Ferdinando è seduto alla scrivania e finisce di leggere un largo foglio manoscritto. Il Battifarno è in piedi a due passi dalla scrivania. Poi in fine il colonnello Müller.
Ferdinando prorompendo in una sghignazzata.
Ah! Ah! Ah! Ferdinando II, il grande...
Battifarno china il capo approvando e facendo un inchino ad ogni aggettivo.
Ferdinando.
... Il benigno... l'incomparabile, l'eccelso... l'immortale!... La possente e benefica mano Ferdinandea! Sti paglietti pennaruli sortanto quanno se tratta de scrivere 'na domanda de grazia, sanno trovà i complimenti e le frasi di giusto encomio, p' 'u re loro. Gratta, gratta, sotto all'avvocato tu trovi sempre 'u Giacobino!
Battifarno.
Verissimo, Maestà!
Ferdinando.
Ma se gratto anche te, lo trovo pure 'u paglietta!
Battifarno.
Vostra Maestà non sarebbe mai per cedere?... Vostra Maestà, mi permette di esprimere un mio, non oso dire consiglio, ma...
Ferdinando.
Tira 'nnanze. So che mi sei buon servitore!
Battifarno.
Non accettate il ricorso! Nessuna grazia intempestiva...
Ferdinando.
... Se pe' firmà a grazia m'ànno data apposta la possente e benefica mano Ferdinandea?
Battifarno.
Oggi la vostra mano, sia possente! Benefica lo è già stata troppo!
Ferdinando leggendo.
Benigno...! Incomparabile!
Battifarno.
Non fidatevi, Maestà! Gli avvocati estensori del ricorso, hanno mostrato abbastanza tutta la loro maravigliosa malafede con le arti subdole, con le quali sono riusciti, di cavillo in cavillo, a prolungare di altri sei mesi il processo Alliana, che, secondo la vera giustizia di Domine Dio,
abbassa il capo, lo abbassa anche Ferdinando
si sarebbe sbrigato in meno non di sei... ma di tre ore!
Ferdinando.
E allora non averria avuto manc' o tiempo d'addiventà... eccelso ed immortale!
Battifarno.
Immortale, Maestà, lo siete per la vostra stessa natura; ed eccelso, nella bontà, sino all'imprudenza.
Ferdinando.
Neh! Neh! Caro barò...
Battifarno.
Firmate un'altra grazia e avremo un'altra cospirazione...
Ferdinando.
Dimme nu poco, barò..., tu hai arrubato na predica a Monsignore e na reprimenda a mia moglie?
Battifarno.
Quella...
indicando il ricorso.
è la stessa gente facinorosa... che rende necessario, almeno pro forma, un simulacro di costituzione. In proposito, non dimenticate, Maestà: verba ligant homines...
Ferdinando interrompendolo.
Ligant homines ma non i re! Stò latino o saccio meglio de te!
Battifarno.
Le regole di un saggio governo, le avete scritte voi stesso con la vostra sapienza di Stato a re Luigi Filippo...
Ferdinando.
A chillo zio mio, 'u pancione, che fa tutto facile?
Battifarno accennando di sì.
«La libertà è fatale ai Borboni. I miei sudditi, obbediscono alla forza e si sottomettono. I miei sudditi, non hanno bisogno di pensare e di riflettere...» Ed ora, Maestà, con una grazia, che non è pietà, ma debolezza, volete sconfessare...
Ferdinando alzandosi seccato.
Finiamola mò e miettete chesto 'n capo, che chillo che tu ce miette na settimana a penzarlo, io l'aggio bello che fatto in cinque minuti! Per il marchese Rosalis e per gli altri complici, l'ordine del bagno... Pel capitano Alliana...
cerca, prende un foglio sulla scrivania
La risposta mia al ricorso di grazia è chesta. A farai vedè a monsignor Cocle, che certamente ne rimarrà contento. A l'esecuzione ce penzarrai tu!
congedandolo senza dargli la mano
Buon giorno e statte buono!
Battifarno s'inchina e s'avvia per uscire.
Ferdinando guarda l'orologio della scrivania.
Il colonnello Müller fallo venì ccà!
Battifarno va via.
Ferdinando accigliato, prende un sigaro, lo rompe, poi lo butta via senza fumarlo; entra il colonnello Müller: Ferdinando si rasserena.
Müller si ferma ritto, in posizione militare.