SCENA PRIMA.

Il salotto è bujo; appena il chiaro della luna che entra dai vetri chiusi. La Nina dorme sdraiata sul canapè. Qualche istante di silenzio, poi, da lontano, si cominciano a sentire gli accordi delle chitarre e dei mandolini e un frastuono di grida allegre e di evviva. La musica e le grida si avvicinano sempre più e risuonano sotto le finestre dell'Albergo. Entra Petruccio. In fine anche la voce di Rosalia e di Barbaja.

Grida c. s.

Evviva la Rosalia! Evviva la Mirabella!

Rosalia di dentro.

Evviva a voi! A voi tutti! Un bacio a Napoli! Alla dolce Napoli!

Grida c. s.

Evviva la Mirabella! Evviva la Linda!

La voce di Barbaja.

Evviva Venezia e la bella Veneziana!

Voce dei Suonatori.

Eccellenza! La vostra grazia! Signurì! Eccellenza! 'A grazia vostra!

Petruccio entrando con la candela accesa.

Donna Nannì! Donna Nannì! 'A padrona!

Nina svegliandosi ancora sonnacchiosa.

La padrona?... Così presto?

Petruccio.

'A Linda è n'opera corta!

Nina.

E la cesta? E la roba? Devo andare a teatro a prender la roba!

Petruccio.

Eh! Eh! Ce sta ancora tutto 'o ballo.

Nina.

E per fortuna dura un'eternità.

Petruccio e la Nina, mentre parlano, corrono per la scena, cercano i fiammiferi e accendono due lucerne grandi a olio.

Nina quando le grida sono più vicine.

Senti! Senti! Più matti del solito!

Petruccio.

Serata d'addio!

Intanto la musica ha ripreso sotto il balcone; poi i suoni e le voci si allontanano e smuoiono lentamente.