SCENA SECONDA.
Si spalanca l'uscio di destra: entrano Barbaja, Taddei, il Cavaliere del Castelluccio e il Maestro Savoldi. Precedono e illuminano la via a Rosalia con lunghe candeline di cera; infilate nel braccio portano tutti delle corone di alloro e camelie, con nastri che depongono qua e là con i soprabiti, i mantelli, i cappelli. Rosalia ha in mano delle camelie e degli altri fiorì.
Barbaja investendo Petruccio.
Non è un albergo, questo! È un fondaco!
Castelluccio.
Una cantina!
Savoldi.
A Milano si chiamerebbe uno stallazzo!
Taddei.
E a Napoli si chiama alla moda francese Grand Hôtel!
La musica non si ode più.
Rosalia ridendo con il Castelluccio, mentre questi l'aiuta a svestirsi.
Vedete, cavaliere? Il lume delle mie pupille, il sole della mia bellezza, l'astro della mia gloria... non basta a rischiarare le scale!
Taddei gettando la candelina
Ma in compenso, accendete i cuori senza scottar le dita!
Castelluccio a Petruccio con impeto, poi solennemente.
Impara dalla Sacra Maestà del nostro gran Re!
Savoldi comincia a intorbidarsi.
Castelluccio sempre continuando.
Come già non bastasse la sua propria luce a illuminare il mondo, egli ha voluto, per soprappiù, largire ai napoletani anche l'illuminazione a gaz! Tu invece, fumido tizzone, sopprimi al Giglio d'Oro l'olio e anche il sego.
Rosalia.
E la cena? Don Petruccio mio, non voler sopprimere anche la cena!
Petruccio.
Cinque minuti, eccellenza, e po' ve servo!
Fa per andare a prendere, sopra un cassettone, tovaglia e piatti.
Rosalia opponendosi.
In cucina! Di volo!
pestando i piedi.
Ho fame!
Nina fa per togliergli dalle mani la tovaglia.
Don Pedro, in cucina!
Rosalia alla Nina.
Tu no! Va subito in teatro a prendere la roba e a chiudere il camerino!
Taddei subito.
Ci siamo noi!
chiamando.
Impresario Barbaja, Maestro Savoldi!
Barbaja.
Eccomi!
Savoldi.
Pronto!
Taddei.
Apparecchiamo la tavola!
Barbaja, Savoldi, Taddei eseguiscono.
Petruccio ritorna: va ad aprire una credenza.
Le posate...
Castelluccio pavoneggiandosi.
A me pure: la musica divina di Donizetti mi fa piangere e mi mette appetito!
Savoldi borbottando.
Coccodrillo!
Rosalia lancia un'occhiata al Savoldi per frenarlo: poi togliendo le posate a Petruccio.
Io ho fame e non appetito.
Spingendolo verso l'uscio:
Fame! fame!
Savoldi dando un pugno per scherzo a Petruccio e spingendolo c. s.
Fame!
Barbaja c. s. dandogli uno scappellotto.
Fame!
Petruccio via a destra.
Rosalia alla Nina che sta infilandosi una mantelletta.
E Fannya?...
Nina.
Allegrissima! È andata a letto dopo aver suonato e cantato!
La Nina va via.
Rosalia con un impeto di tenerezza e di gioia, lanciando un bacio verso la camera di Fannya.
Cara! Sorellina cara!
Castelluccio fingendo di pigliare il bacio a volo, con la mano.
Questo per me! Ah!
mettendosi la mano alla bocca e baciucchiandola.
«Qual voluttà trascorrere... Sento di vena in vena»...
Savoldi sottovoce
Vecchio cane... Da catena!
Savoldi, Barbaja e Taddei, puliscono i bicchieri e le posate con i tovagliuoli.
Castelluccio al Savoldi, serio.
A me?
Rosalia intromettendosi e vezzeggiandolo.
Caro, caarrone!... Simpaticone!
Castelluccio scrollando il capo e indicando il Savoldi.
No, voi; lui!
Savoldi avanzandosi ironico.
Cavalier Andreo?
Castelluccio gira attorno alla scena, per riuscire a frenarsi.
Rosalia interrogando il Barbaja e il Taddei, sorridendo.
Andreo?
Barbaja piano a Rosalia.
Se lo si chiama Andrea, si offende!
Taddei.
Re Ferdinando, lo ha persuaso che Andrea, con la desinenza in a, è un nome di donna!
Petruccio entrando con un piatto di maccheroni e un piatto di carne.
Ecco servita 'a eccellenza!
Rosalia allegramente, per troncare la scena.
A tavola! A tavola!
siede, mangia: Barbaja e Taddei la servono: Rosalia con la bocca piena.
Neh! Cavaliè! Versatemi da bere!
Castelluccio fatto il giro, è rimasto vicino al Savoldi: piano.
Nella sua paterna bontà, il nostro sovrano, benché degno eroe dei tempi omerici, ha sancito una legge severissima per frenare l'abuso dei duelli: i miei amici, il Marchese del Vasto e Francesco Carrano, furono condannati a sette anni di ferri...
Rosalia più forte, imitando l'accento napoletano.
Cavaliè!... Mo' aggio sete!
Castelluccio sempre sottovoce al Savoldi, ma con ira.
Se siete davvero, come si dice in teatro, un gentiluomo proscritto che fa il direttore d'orchestra per inclinazione... politica, vi dirò... insolente...
sospirando
e andiamo in galera!
Savoldi.
Come volete e quando volete.
Rosalia balzando in piedi: al Savoldi, con un'occhiata severa.
Matto! Proprio matto!
corre carezzevole dal Castelluccio.
Cattivo! Crudele! Dite di volermi bene e mi amareggiate i maccheroni!
Savoldi tra il Barbaja e il Taddei piano, con ira.
Cortigiano! Parassita!
Taddei scrollando il capo, al Savoldi.
Una povera vittima di Ferdinando!
Barbaja pure al Savoldi.
Ignorante! Ma non farà mai la spia, con tutto il suo amore per il Re!
Rosalia che sta calmando il Castelluccio.
Il maestro è lunatico e...
sorridendo, vezzeggiandolo.
Gelosissimo!
Castelluccio soddisfatto.
Di me?
Rosalia al Savoldi con un'occhiata di comando.
Datemi la mano!
gliela prende mentre il Savoldi vorrebbe ritirarla e sorridendo al Castelluccio.
E anche voi... la vostra...
Castelluccio vorrebbe resistere.
Se mi volete bene!
Castelluccio porge subito la mano.
Il maestro riconosce il suo torto, voi gli perdonate, e si fa la pace!
fa per unire le due mani: tutti e due le ritirano istintivamente.
No?
al Castelluccio sempre più tenera.
Proprio no?... Nemmeno al patto di suggellare la pace con un bacio?
al Savoldi accigliata indicando la guancia.
Uno qui...
volgendosi al Castelluccio e avvicinandogli la guancia, sorridendo.
... E uno qui?
Castelluccio fa per dare il bacio.
Rosalia si ritira.
Niente! Insieme, la pace o niente!
Savoldi e Castelluccio danno il bacio insieme, uno per guancia.
Rosalia respingendoli subito, con le due mani.
Adesso lasciatemi cenare.
siede e torna a mangiare.
Barbaja fingendo di infuriarsi contro Taddei.
Critico venale!
Taddei c. s. contro Barbaja.
Impresario... imbroglione!...
Barbaja.
A me?... Al nipote di Domenico Barbaja? Un duello!
Taddei.
All'ultimo sangue!
Rosalia continuando a mangiare.
Bravi!... Bravi! Coraggio!
Taddei.
Ingrata! Mi vendicherò sul Poliorama!
Rosalia ridendo.
Maramèo!
Barbaja.
Vi farò fischiare!
Rosalia.
Maramèo! Fra quindici giorni sono a Milano!... Canto alla Scala! Nel Barbiere.
Cantarellando a mezza voce.
«... Ma se mi toccano dov'è il mio debole...»
Nina di dentro.
Signora!
Castelluccio guardando verso l'uscio.
La bella Nannì!
Rosalia.
Hai fatto presto!