SCENA QUARTA.

Ferdinando poi di nuovo Gaetano, che introduce Rosalia, Fannya e il Castelluccio.

Ferdinando ritto vicino alla scrivania si tiene voltato in modo da non guardare nè Rosalia, nè Fannya.

Bravo, Andreo!...

Gaetano via.

Ferdinando al Castelluccio.

Anche tu ti metti contro di noi!

Castelluccio.

Io, Maestà? Contro di voi? Contro il mio Re?...

fa per correre a baciargli la mano.

Ferdinando rifiuta.

Te l'ho detto: anche tu avrai nu grosso guaio! Il tuo servizio con oggi è finito. Invece de venì a Gaeta, resterai a Napoli con tua moglie!

Castelluccio s'inchina ritirandosi in fondo alla scena.

Ferdinando a Rosalia, sempre senza guardarla.

Ho acconsentito a ricevervi, perchè non voglio, nè posso usare uno sgarbo alla Regina d'Inghilterra. Ma non vi concedo di parlare. Sappiate soltanto che nessuna grazia è possibile. Cavaliere del Castelluccio, l'udienza è finita.

Fannya cade ginocchioni.

Castelluccio fa un passo verso Fannya, ma un'occhiata di Ferdinando lo ferma.

Rosalia senza lacrime, senza tremare, con la voce sicura e una calma che contrastano col pallore strano del viso.

Io non vi domando una grazia. La vita di mia figlia è nelle vostre mani, e mia figlia non deve morire. Siete un re, il Re: per me no: voi siete un padre in faccia a una madre!

sorride.

Non è vero? Se uno dei vostri bambini corresse un pericolo, io darei, non una parola o un ordine soltanto, ma la mia vita per salvarlo!... Dunque? L'avete vista?

avvicinandosi a Ferdinando che indietreggia, sempre senza guardarla.

L'avete vista?... È là!

sorridendo

Sempre così! Non parla più! Non piange più!... Muore!