SCENA QUINTA.

Rosalia, Alliana poi la Nina.

Rosalia.

Quelli là, vi credono il mio amante!

prendendogli tutte e due le mani con trasporto.

Ma io per voi, mi lascio disonorare!

Alliana sorridendo.

Per me, e per... Fannya!

Rosalia.

Tutti e due, non siete... una cosa sola?

Alliana ha un lampo d'amore negli occhi, guardando verso l'uscio di Fannya, poi ritorna serio, agitato.

Quando uscivo dal teatro e stavo per montare in carrozza, ero col conte Alberto!

Rosalia maravigliata.

Alberto?... Al San Carlo?...

Alliana.

È venuto tardi, dopo avermi cercato al club dell'Accademia...

più sottovoce

sarà qui a momenti.

Rosalia.

Qui?... Stasera, non doveva trovarsi con il ministro d'Inghilterra?

Alliana.

A Corte, ci sono novità!

Rosalia vivamente.

Contro Alberto?... I suoi nemici?... La Regina?...

Alliana.

Novità, che riguardano... voi!

Rosalia.

Me?

Alliana.

Il Conte Alberto non ha voluto spiegarsi... ma per ora, non potete più partire.

Rosalia.

C'entra la contravvenzione?

Alliana.

No!... Credo di no!

Rosalia.

Com'era lui?.... Inquieto?.... Preoccupato?

Alliana.

Preoccupato...

Rosalia scrollando il capo.

Vi ricordate a Firenze?... Non volevo accettare la scrittura di Napoli. Ho fatto male a cedere alle preghiere vostre e di Fannya!... Vedete però?... So fingere!... A teatro e con tutta quella gente, io non sono più la donna, ma soltanto la... prima donna... che non fa che cantare e scherzare!

Alliana interrompendola.

Bisogna avvertire la Nina!

fa un passo verso l'uscio di Fannya.

Rosalia lo ferma facendogli cenno di parlar pianino perchè Fannya dorme: va verso l'uscio a destra e chiama sottovoce.

Nina!

Nina entrando.

Comandi?

Rosalia.

Sta attenta in anticamera.

Nina.

Aspetta la visita del solito impresario di Vienna?

Rosalia.

Sì, aspetto il signor conte.

Nina.

Andiamo bene! È appena finito il teatro, e il ristorante comincia ad essere pieno di gente.

Rosalia.

Bada al cameriere...

Nina.

Don Pedro è nelle mie mani!

via.

Alliana.

Fannya?... La farete chiamare?

Rosalia.

Dorme; lasciamola dormire. Quando canto, la mando a letto presto. Non la voglio con me in teatro. Qui, a Napoli, poi, la mia piccola sorellina, sempre sotto chiave!

verso l'uscio di Fannya.

Tesoro! Cara!

Alliana supplichevole.

Sono gli ultimi giorni; le ultime ore...

Rosalia fingendosi in collera.

L'avete veduta oggi; la vedrete domani!

sorridendo e stringendogli le mani con grande espansione.

Le volete proprio bene molto, molto?...

Alliana.

Molto?... Che cosa vuol dire, molto?... Tutto!... Tutto ciò che sento, che spero, che vivo, che respiro... è là!

Rosalia esitando: con grande tristezza.

E... le perdonerete sempre... sua madre?

Alliana.

I miei, li ho perduti, sono solo. Ma come ho ritrovato mio padre nel conte Alberto, ho ritrovata in voi la mia mamma... La mia mamma giovine, come ne ho il ricordo da bambino. Era tanto bella anche lei!

rimane triste, pensieroso.

Rosalia vincendo la commozione, con le lacrime nel viso e passandogli una mano dinanzi agli occhi.

Via! Via! Il sole di Fannya deve spazzare ogni nube! Lasciate i pensieri tristi a me che mi trovo sospesa tra la prigione... e la corte!... Che cosa sarà mai?...

con un sospiro.

Povero Alberto! Quante preoccupazioni! Quante inquietudini, e forse, quanti dolori per me! Oh, il mondo è molto severo con i buoni, con gli onesti e, soprattutto, con i sinceri. Al mio povero Alberto che ha la moglie chiusa in un manicomio, quasi da vent'anni,

con ironia

queste dame impeccabili, e questi cavalieri perfetti farebbero un delitto, non già di avere un'amante, ma di volerle bene e di adorare la figlia nata dal suo amore!

con inquietudine.

Nessuno sospetta, a Napoli, che Fannya sia mia figlia?

Alliana accenna di no.

Rosalia.

Ero così giovane!... Ed ero così povera!... La prima e l'unica bambola che ho avuto, è stata la mia figliuola!... E il solo che mi ha voluto bene è stato Alberto... Un bene fatto di pietà, di tenerezza e d'intelligenza!

sottovoce, quasi con astio.

Questa Maria Teresa d'Austria, questa seconda moglie di Ferdinando, lo odia, Alberto, non è vero?

Alliana si fa serio, accigliato.

Lo odia, perchè il conte Alberto di Verolengo è un piemontese! Perchè è venuto qui, appunto con la prima moglie del Re, e perchè è rimasto qui anche dopo la morte di Maria Cristina. Il conte Alberto è la memoria, l'influenza, la bontà di lei, che le sopravvive nella reggia!

Rosalia.

Maria Cristina di Savoia! La santa Regina! I napoletani, la chiamano ancora la santa Regina!

Alliana.

E lei viva, nessuna condanna di morte fu eseguita.

Rosalia.

Sangue, no, ella ripeteva al marito, — lo so da Alberto, — sangue no; con la morte voi potete perdere un'anima immortale, con la vita può venire il pentimento. E anche morendo furono le sue ultime parole rivolte al Re, la sua ultima preghiera: «sangue no, sangue no».

Alliana.

Questa invece, brutta, quanto l'altra era bella, cattiva quanto l'altra era buona, gli sta sempre cucita alle costole ripetendo sempre «Casticate, Fertinante! Casticate!»

Rosalia.

E il Re?... Alberto è odiato anche dal Re?

Alliana.

Chi può conoscere l'animo di Ferdinando? Avete detto benissimo. Il Conte Alberto, a corte, è la memoria di Maria Cristina. Se non lo odia, certo, non lo ama, perchè non si ama il rimorso, ma lo teme, come si teme la giustizia! Quest'uomo, per altro...

Rosalia.

Alberto?...

Alliana.

Quest'uomo forte in mezzo ai deboli, quest'uomo che dice la verità in mezzo al servidorume, che biascica rosari e bugie, se non è amato dal Re, se è odiato dalla Regina e da una corte ignorante, bigotta, ha con sè tutto un partito giovane che vuol far di lui il ministro del Re, — anche contro lo stesso Re; — il ministro non di Ferdinando II re di Napoli, ma, — voglia o non voglia Ferdinando, — il Ministro di Ferdinando Iº re d'Italia, re costituzionale, re indipendente dall'Austria e dalla Francia, e se ci vorrà... Se vorranno del sangue, vivaddio...

Rosalia fissandolo inquieta.

E Fannya? La mia Fannya? Che cosa volete fare? Che cosa vuoi fare?

Alliana.

No! No! V'ingannate! Giuro! V'ingannate!

Rosalia.

A Fannya! A Fannya, lo devi giurare!

Alliana vivamente.

Il Conte Alberto!... Non una parola.

Violento, ma più sottovoce.

Non una parola!