SCENA TERZA.

Entrano Ferdinando, monsignor Cocle e il Battifarno.

Ferdinando.

Appunto, madama Rosalia...

fa una leggera risatina.

Potete stare sicura!

Fannya.

Il Re! Il Re!

si stacca da Rosalia e fa un passo verso Ferdinando, rasserenandosi.

Ferdinando.

Pe' quatto pazze che vonno fa' fracasso... non si pò dormì, stanotte: ma co' na cura... nu poco energica, ci lasceranno in pace! Non vi avrei incomodate, madame, se non foste state alzate voi pure. Forse la fatica della prova, della serata, il trionfo?

Rosalia sempre in grande orgasmo.

La bontà vostra, Maestà, mi dà coraggio...

Fannya.

Ci dà tanto coraggio...

Rosalia.

Ditemi, Maestà, quali ordini furono dati... perchè...

le si ferma la parola in gola, vedendo entrare il Cocle e il Battifarno.

Ferdinando nobilmente cortese.

Voi, madama Rosalia, potete dare a questi signori... alcune dilucidazioni indispensabili perchè tutti i pazzi più pericolosi possano essere chiusi dinto 'a pazzaria — dinto 'u manicomio. —

risata plebea.

E nisciuno pozza scappà!

Fannya che alla vista di Cocle, che la fissa con dolcezza, si è di nuovo stretta a Rosalia impaurita.

Chi è? Chi è?...

Rosalia pallidissima, fissa in Ferdinando, senza rispondere.

Ferdinando con asprezza e ironia.

Monsignor Cocle, madama, anzi... madamigella!

scambia un'occhiata d'intelligenza con il Cocle, poi torna a ridere.

Sta piccerella nun deve avè molta pratica coi Monsignori, con gli uomini di Chiesa! Ah! Ah! Essa tene pure nu nome d'opera!

Cocle con dolcezza.

Il mio abito, signorina, non deve mettervi soggezione; è l'abito di un povero prete: non rappresenta che l'umiltà e l'indulgenza.

Fannya attratta dal sorriso, dalla soavità del Cocle, fa un passo verso di lui, poi, torna istintivamente vicino a Rosalia dicendole sottovoce, con terrore.

Che vogliono da noi? Perchè i soldati? E Vincenzo?...

Rosalia. Tiene gli occhi sempre fissi in Ferdinando e nel Cocle; per far tacere Fannya, le preme dolcemente il capo contro il petto chiudendole così anche la bocca.

Ferdinando.

Assèttate, Battifarno!

con un inchino

Accomodatevi, Monsignore!... Sedete, belle... madame!

con mezzo sbadiglio, fingendo di aver sonno, ma strizzando l'occhio al Cocle.

Facimmo subbeto e po' ce ne jammo tutte a dormì!

Il Battifarno, mentre segue il dialogo fra il Cocle a Rosalia, cerca e trova un piccolo ed elegante calamaio che pone sopra un tavolino; siede, leva di tasca alcune carte che pone pure sul tavolino: sta attentissimo alle risposte di Rosalia e di Fannya e le scrive. Ferdinando si caccia il berretto in testa, perchè sente freddo, si sdraia nell'angolo del canapè, le gambe accavallate e battendo leggermente col frustino sui cuscini. Il Müller resta sempre ritto, immobile accanto all'uscio.

Cocle spingendo una poltrona dinanzi a Rosalia.

Accomodatevi!... La bontà di Sua Maestà, ce lo permette!

Rosalia sempre tenendo Fannya abbracciata.

Che cosa si vuol sapere da noi?...

Cocle con una grande soavità di modi e di voce.

I buoni... credono facilmente alla bontà e alla sincerità degli altri, tanto più che la cattiveria e la perfidia si travestono con le più belle apparenze.

Rosalia e Fannya fissano il Cocle sempre più pallide e atterrite credendo ch'egli voglia alludere all'Alliana.

Cocle.

Tra i vostri migliori amici... uno appunto vi ha ingannate, ha carpita la vostra amicizia e la vostra buona fede...

Rosalia c. s.

Chi?...

Cocle.

Facendosi credere onesto... leale... ed essendo un perverso...

Rosalia.

Chi?... Chi?...

Cocle.

Non... riuscite a indovinare?

Rosalia vivamente.

No!

Cocle sorridendo, ma studiandola.

È il... vostro... maestro...

Rosalia con un grido di gioia perchè non si tratta dell'Alliana.

Ah! il Savoldi!

Fannya c. s.

Il maestro!

a Rosalia, sottovoce.

Si tratta del maestro!

Cocle.

Non vi fa maraviglia la scoperta?... Anzi sapevate, dunque, che questo Savoldi, è un... esaltato... un pericoloso?...

Rosalia fuori di sè.

Sì!...

subito

Cioè no... No! No! No! Io non so!... Io non so!

Battifarno scrive.

Cocle.

Buona signora... A fin di bene, s'intende, ma ingannandovi anche in questo, voi non ci dite, adesso, la verità...

rivolgendosi anche a Fannya

A Milano, il maestro Savoldi..., — non solamente voi, ma lo sappiamo tutti, ormai, — ha un altro nome e l'egregio direttore d'orchestra, esercita un'altra professione: si chiama il Marchese Rosalis, e fa...

sorridendo

niente!

Rosalia.

Il Savoldi?... Marchese Rosalis? Non l'abbiamo mai saputo! Non è vero, Fannya?

Fannya fissa la madre: non sa rispondere una bugia.

Cocle accennando col capo e ammiccando anche con gli occhi, bonariamente.

Sì... sì...

Ferdinando fa un cenno d'impazienza al Battifarno.

Battifarno aspro, risoluto.

Sì! Voi conoscete il suo vero nome; il... falso maestro Savoldi, me lo ha detto e confermato egli stesso, poco fa, nel carcere di Santa Maria Apparente, dove è stato tradotto.

Rosalia e Fannya si stringono l'una all'altra con un atto di terrore.

In carcere?

Fannya.

Il maestro?... Il povero maestro?...

Battifarno.

Devo leggere la sua deposizione?

Cocle.

Così è; e come voi foste tratta in inganno, altri furono ingannati e traviati. E fra questi...

con un sospiro

anche il capitano Alliana.

Rosalia.

Alliana?

Fannya.

Vincenzo?...

Cocle accenna dolorosamente di sì, poi scambia un'occhiata d'intelligenza con Ferdinando, mentre il Battifarno continua a interrogare.

Battifarno.

Il capitano Alliana, veniva al Giglio d'Oro col sedicente Savoldi... in grande segreto?

Rosalia.

Non è vero...

Fannya.

Mai! Col maestro mai!

sottovoce a Rosalia

Vincenzo veniva col papà! Diciamo che veniva col papà.

Battifarno duramente.

Parlate con me, non con vostra sorella e avvicinatevi!

Fannya impaurita si scosta da Rosalia.

Battifarno.

Il maestro Savoldi si recava al Giglio d'Oro, travestito, col capitano Alliana!

Fannya negando col capo.

Giuro! Giuro!

a Rosalia, c. s.

Bisogna dir tutto, diciamo tutto!

Rosalia a Fannya, sottovoce.

No! No! No! Per amor del cielo, no!

Ferdinando con ira brutale a Rosalia.

State zitta, voi! Risponda soltanto chi è interrogato.

Battifarno violento.

E non negate, non giurate e non cercate di mentire!

battendo sulle carte

Qui, è qui, scritta, la verità! Il capitano Alliana, veniva la notte, tardi, al vostro albergo, quando di nascosto, per cospirare, ci veniva anche il Savoldi.

Fannya continua a negare con i cenni del capo e con la mano.

Battifarno continuando.

Il falso Savoldi, travestito, spacciandosi per un impresario tedesco, per un impresario di Vienna!

Fannya.

Non è vero! Non è vero!

con un grido straziante.

Non è vero!

rivolgendosi al Cocle con le mani giunte.

Ah Monsignore!

supplicando Ferdinando.

E voi!... Eravate così buono!... Tornate buono! Vi hanno ingannato! Vincenzo non veniva col Savoldi, non è mai venuto col Savoldi!

Battifarno battendo ancora sulle carte con una risata sardonica.

È qui, qui, qui! È scritto qui!...

Fannya.

Veniva col mio papà! Era il mio papà, che veniva di notte, di nascosto, travestito con Vincenzo! Non veniva per cospirare! Veniva per me! Perchè a Napoli, non lo si doveva sapere!

indicando Rosalia.

Non è mia sorella! È la mia mamma!

Battifarno.

Vostro padre?

Ferdinando.

Chi?

Fannya.

L'ho detto! L'ho detto! Ho detto tutto!

Cocle.

Il conte di Verolengo?...

Ferdinando con impeto.

Verolengo?

Cocle attentissimo a Fannya e a Rosalia, lo trattiene con la mano.

Fannya.

Non ha potuto sposare la mamma.... Non può sposarla...

un nodo le spezza le parole.

per...chè...

scoppia in pianto buttandosi fra le braccia di Rosalia.

Ma è il mio papà, è il mio papà, è il mio papà!...

Rosalia nasconde il viso baciando i capelli di Fannya.

Battifarno scrive.

Cocle con intenzione a Ferdinando.

Anche lui allora... il Verolengo?...

Ferdinando.

'U seccatore della giustizia e della morale!... Tene na concubina e na bastarda 'u Bajardo Piemontese!

Cocle.

Anche lui del complotto! Tra i complici! Uno la madre e l'altro la figlia, da buoni... fratelli...

Ferdinando.

Anche il Verolengo...?

tra sè, mentre il Cocle lo scruta attentamente.

Allora... con me...

fa la solita mimica con la mano accennando alla confederazione.

Era tutta 'na finzione? Tira 'nnanze, Battifarno, e vai fino in fondo, senza riguardi. Presto!

Battifarno.

Fannya Mirabella, avvicinatevi!

Fannya, fa un passo esitando.

Avete dunque confessato che il conte di Verolengo, è vostro padre. — Sta bene. — Ora dite quali rapporti esistevano fra il conte di Verolengo e il vostro amante, il capitano barone Vincenzo Alliana.

Fannya alla parola «amante» nasconde la faccia contro il petto di Rosalia.

Rosalia con impeto.

Io sono l'amante, perchè non posso essere che l'amante, del conte Verolengo, ma mia figlia è la fidanzata del capitano Alliana!

Battifarno.

Questo poco preme. Risponda chi è interrogato.

Rosalia.

Mia figlia?... Che cosa volete che possa sapere? Che possa rispondere? Io, dirò tutto quello che so, ma prima... Voi, Maestà, ditemi, voi, Maestà, che si fa qui? Che si vuol fare qui? Che cosa si pretende da noi, da due donne sole, sorprese, spaventate?

Ferdinando con burbanza sprezzante.

Tira 'nnanze, Battifarno!

mentre segue il dialogo, leva di tasca un portasigari, sceglie un sigaro, lo spezza, lo accende a una candela e fuma.

Battifarno.

Fannya Mirabella, avvicinatevi; voi sola.

Fannya si tiene avvinghiata a Rosalia.

Battifarno fa un cenno al Müller, borbottando qualche parola in tedesco; non si capisce che: Holtmann.

Müller apre l'uscio a destra e chiama a mezza voce.

Tenente Holtmann!

Holtmann entra e saluta militarmente.

Müller gli borbotta qualche parola in tedesco, indicando Rosalia e Fannya che, atterrite si stringono l'una all'altra più strettamente.

Holtmann avvicinandosi a Rosalia, le fa un cenno, indicandole un uscio a sinistra.

Rosalia torva, fremente.

Con mia figlia!... Resto con mia figlia!

Holtmann l'afferra per un braccio.

Fannya cercando di allontanarlo.

La mamma! La mia mamma! Lasciate la mia mamma!...

Rosalia contro Ferdinando che le volta le spalle, e che si mostra indispettito contro il sigaro che non si accende.

Io sono qui, perchè invitata da voi, perchè pregata da voi, e sono una donna, in casa vostra, ospite vostra; ma se questo non tocca la lealtà, il punto d'onore del Re di Napoli, io non sono suddita vostra, sono libera e ho diritto di essere libera!

Cocle fa un sorriso impercettibile.

Battifarno prende in mano un foglio tra quelli posti sul tavolino.

Voi dovete rispondere di una contravvenzione gravissima che le nostre leggi puniscono col carcere da uno a tre mesi.

fa un cenno al Müller.

Müller afferra Fannya, mentre Holtmann spinge Rosalia nel piccolo gabinetto a sinistra, entra con lei, chiude l'uscio.

Rosalia torva, fremente, con la voce rauca:

No! No! No!

Fannya quasi senza voce, disperatamente.

Mamma... Mamma...

Müller entrata Rosalia con il tenente Holtmann, e richiuso l'uscio, lascia Fannya e ritorna al suo posto.

Fannya si precipita contro l'uscio, poi cade giù di colpo, accosciata, con un singhiozzo secco senza lacrime, un sussulto rotto di tutto il corpo.

Ferdinando mettendo il sigaro cattivo sul tavolino.

A te, Battifarno!... Chisto è nu sigario buono pe' regalà a n'amico.

risata.

Cocle a Fannya con grande soavità, insinuante.

Non disperatevi così, calmatevi; la mamma è qui vicino, accanto a noi!

più sottovoce.

Prego io, adesso, Sua Maestà, — il nostro Re è tanto buono, — perchè la faccia ritornare subito subito! Siamo tutti convinti dell'innocenza del vostro sposo e del vostro papà! Vittime, momentaneamente, dei cattivi amici, coi quali, certo senza sapere di far male, venivano insieme al vostro albergo... Il maestro della mamma, vero?... Il generale dell'Annunziata, il colonnello Caracciolo, il colonnello Colangelo, e poi?... E poi?... Salviamo lo sposo, il papà dai cattivi amici, vero? Che volevano impadronirsi del Re, vero?... Che volevano la morte del Re, vero?... Adesso chiamo subito la mamma, ma vi farete promettere dal vostro sposo e dal vostro papà... di non recarsi più tutti insieme ai Pellegrini, nel Palazzo del Marchese Dragonetti... vero?... Vero?...

Guarda Ferdinando e il Battifarno scrollando il capo.

Battifarno.

Un sistema che in simili casi mi è sempre riuscito ottimamente è quello di legare il pollice della mano al pollice del piede, poi, con secchi d'acqua gelata...

Ferdinando interrompendo.

Smettila, Battifarno! Cheste so cose che se fanno, ma io non l'aggio nè da vedè nè da sapè...

Cocle.

Non ci sarebbe nemmeno la resistenza fisica necessaria; l'importante è che parli: se parla, scopriremo sempre qualche cosa!

fa un cenno al Müller

Richiamiamo la madre, e mettiamola a confronto col capitano Alliana.

Müller batte all'uscio, chiamando sottovoce.

Tenente Holtmann!

si apre l'uscio: esce prima Rosalia, poi il tenente Holtmann. Rosalia solleva Fannya: il Müller scambia qualche parola in tedesco, mentre accompagna il tenente Holtmann fin sull'uscio di sinistra. Il Müller resta di nuovo ritto, immobile, vicino al Battifarno.

Battifarno.

Dal 1831 è la settima cospirazione, Maestà... Sette!

Ferdinando.

L'esercito! Sempre l'esercito!...

sogghignando

Sangue no! Sangue no!... E dire che aggio fatta 'a grazia al tenente Angelotti e al sergente Rosaroll.

Cocle.

Ed ora ne raccogliete il frutto.

Battifarno.

Anche quando non fosse un errore, la grazia, sarebbe sempre un'ingiustizia in confronto di coloro che non ne sono o non ne furono beneficati!

Fannya riavendosi, a Rosalia.

Via!... Via!... Mamma! Mamma! Andiamo via!

Cocle.

Non volete aspettare il capitano Alliana?

Fannya

interrogando Rosalia con gli occhi ansiosi.

Vincenzo?...

Cocle.

Eccolo, il capitano!