SCENA I.
Francesco, Solaroli, Carboni sul balcone, Sofia, Marchesi, Rissone, Bonaldi, Borla. Niccolini corregge delle bozze nella sala di Redazione.
FRANCESCO
(sul balcone, sventolando il fazzoletto saluta la folla).
SOLAROLI
(c. s. saluta la folla sbracciandosi con grande espansione).
FRANCESCO
(alla folla) Compagni!... Sempre con voi!... Sempre per i lavoratori!
FOLLA
(dalla strada) Evviva il nostro Presidente! Evviva Quarnarolo!
SOLAROLI
(alla folla) Sì! Evviva Francesco Quarnarolo! Per gli amici e pei nemici: (indicando e abbracciando Francesco) ecce homo!
FOLLA
(c. s.) Evviva Quarnarolo! Evviva Solaroli!
BONALDI
Evviva!
BORLA
Il nostro Presidente!
RISSONE
Il nostro Francesco!
SOFIA
(saltellando, tutta rossa, animata, allegra, batte le mani).
FRANCESCO
(viene nel mezzo della scena, seguito da Solaroli e da Carboni: è esaltato, commosso) Come mi amano! Come mi amano!
SOFIA
(di corsa gli si butta colle braccia al collo, quasi piangendo dalla gioia) Babbo!... Babbo!... Oh! babbo mio! mio!
FRANCESCO
(sempre più esaltato inebbriato) E come... come fa bene sentirsi amato così!
SOLAROLI
(sempre un po' declamatore) Questa è la gloria dei nuovi, dei moderni conquistatori. Non è il terrore, non è la morte che essi diffondono!... È la vita!... È l'amore!... l'amore universale!
FRANCESCO
Già... già... L'amore! l'armonia... la solidarietà... fra gli esseri! (sorridendo di compiacenza, gli occhi scintillanti) Quanto cammino in vent'anni! (come uno che sale con fatica) Su... su... su! (stringendosi a Sofia quasi con un senso di timore) Ho bisogno di sentirti vicina!... E anche tu Carboni!... Anche tu Rissone! I fratelli!... I primi compagni del primo passo!... Eh!... Eh!... Siamo arrivati?... Di', Carboni, Rissone, siamo arrivati?... Vi ricordate il nostro incontro? Vent'anni fa?... Io ero solo (prende sotto il braccio affettuosamente Sofia e la bacia sui capelli con tenerezza) Tu eri bambina... bambina... bambina... (drizzandosi vibrato) Io! Sì! Io per il primo, ho detto al Carboni, ho detto al Rissone.... È vero?...
CARBONI
Tu!
RISSONE
(quasi insieme al Carboni) Tu! Verissimo!
BORLA
(c. s.) L'idea è tua!
SOLAROLI
(c. s.) E tuo è il cuore che l'ha fatta trionfare!
FRANCESCO
(più forte, imponendo, quasi, il silenzio) Ho detto: io ho un po' di danaro: voi avete un mestiere: la capacità: uniamoci per lavorare in comune, per dividere fra di noi il frutto del nostro lavoro, e chi, lungo la strada, si unirà a noi... sarà padrone come noi! Eravamo in tre, ed ora, eh?... Quanti siamo?... quattrocento?... cinquecento?...
CARBONI
Mille!
BORLA
E saremo tutti!
BONALDI
Tutto il mondo!
FRANCESCO
(ridendo commosso) Ah! Ah! Ah! Su... su.. su! Ci siamo! (mettendo le mani sulle spalle del Carboni e del Rissone e interrogandoli, sorridendo) Tu? e tu?... Non hai le vertigini? Io sì. Io ho bisogno di sentirmi sorretto, appoggiato, così! (si appoggia c. s.) Di sentirmi sicuro! (baciando Sofia con una grande risata piena di tenerezza) ed ho bisogno di sentirmi amato! Di stringerti al mio cuore come un pazzo!... qui!... qui!... Tutti!... (dopo aver abbracciato il Carboni e il Rissone) Anche tu, Borla! Anche tu, Bonaldi!... Marchesi! Vicino a me! Vicino a me! Sul mio cuore! Vicino a me tutti coloro che mi amano! (tutti si abbracciano, ecc. ecc.)
FOLLA
(dalla strada) Viva Quarnarolo! Viva Quarnarolo!
SOLAROLI
Senti! Senti! In quanti siamo ad amarti!
FRANCESCO
Evviva i miei compagni! Tutti i miei compagni! (cercando cogli occhi, fuori di sè) E Anna? Anna?... La signora Santer dov'è?
SOFIA
(indicando dal balcone) Eccola, Anna! Sul terrazzino delle scuole! (corre al balcone, non fuori, chiamandola e salutandola col fazzoletto) Anna! Anna! Anna!
FOLLA
(grida c. s.) Quarnarolo! Quarnarolo! Quarnarolo!
NICCOLINI
(dal fondo, forte) Fuori! Va fuori! Non farti pregare!
SOLAROLI
(pigliandolo sotto braccio, trascinandolo) Con me! Andiamo, con me.
RISSONE
Fuori! Fuori!
BORLA
Andiamo!
MARCHESI
Andiamo!
CARBONI
Andiamo!
BONALDI
Andiamo! (spingono Francesco sul balcone: grida e acclamazioni della folla. Restano sul balcone con Francesco: Solaroli, Borla, Rissone. Sofia, più indietro, saltando dall'allegrezza, si alza in punta di piedi per veder giù la folla in istrada. Intanto Scalfi sarà entrato in fretta dall'uscio interno della Redazione in cerca di bozze e di originale).