SCENA III.

Sofia e Giordano.

GIORDANO

Mi sono alzato apposta, perchè mi hai scritto che avevi bisogno di me, che volevi parlarmi.

SOFIA

(lo fissa, seria, grave).

GIORDANO

Del resto, passo la mia vita fra le amarezze del chinino.

SOFIA

(a mano a mano, con crescente eccitazione) Mi dirai tu, ciò che non mi è stato possibile sapere, nè da mio padre, nè dal signor Marino: la ragione occulta, la vera, per la quale, tutti voi cominciando dal Carboni, e dal Rissone, avete voltato le spalle a mio padre!

GIORDANO

(come per iscusarsi) A me?

SOFIA

A te! A te! A te! — Lo domando a te, perchè tu hai il dovere di dirmelo; per giustificarti. Perchè tu... a me pure hai voltato le spalle. Cosa c'è? Parla chiaro e fa presto. Per evitarti altre noie, ti ho fissato quest'ora in cui mio padre non c'è. Ma fa presto: tu hai tardato a venire; mio padre potrebbe tornare da un momento all'altro.

GIORDANO

Io non ho alcuna difficoltà ad incontrarmi con lui.

SOFIA

Difficoltà! Non hai nessuna difficoltà?! (fissa Giordano: poi con un impeto) Cosa c'è? Cosa c'è? Cos'hai con mio padre? Cos'hai con me? Contro di me?

GIORDANO

Voltate le spalle? — Voltate le spalle a tuo padre... questo no. Il suo torto è stato uno solo: io già te ne avevo accennato: — ti ricordi? — Egli doveva reagire contro la guerra che gli fu mossa dai nostri avversari. Invece ha sdegnato di ribattere le accuse, di smascherare i calunniatori, e perciò, e non per altro! ha perduto forse momentaneamente, di efficacia, come capo del nostro partito... — Nostro?... — dirò più precisamente «del suo partito» del loro, perchè io ho in animo ormai, di dichiararmi... indipendente. Nessuno, ti ripeto, ha pensato di sconfessarlo, di abbandonarlo. — Io... men che meno. — Tuo padre non ne sa niente ancora, ma io, io stesso, ho fatto la proposta che «tenuto calcolo delle benemerenze di Francesco Quarnarolo verso la Cooperativa dei Lavoratori, gli fosse offerto un compenso di buona uscita; compenso che, nella seduta di ieri sera, venne fissato alla quasi unanimità di voti, meno uno, quello del Carboni — in due anni del suo stipendio di direttore, cioè, in diecimila lire.

SOFIA

Del denaro?... (cambiando: vivamente) Sarà, sarà come tu dici: i compagni di mio padre non lo avranno abbandonato; ma tu, però, hai abbandonato me. — Perchè?

GIORDANO

Cioè, prima sono stato assente, poi...

SOFIA

Prima assente, poi ammalato, ma in tutto questo tempo, quante volte mi hai scritto?... Ed io aspettavo le lettere tue! Le sognavo!... Perchè hai detto tu di volermi bene, e hai lasciato che io te ne volessi tanto, tanto, tanto! Sei stato ammalato? Per questo non mi hai scritto (abbandonandosi ad un'ultima speranza) Vuoi che ti creda? Dimmi, vuoi che ti creda? Io ti credo ancora. Era un pretesto; ho mentito con me stessa, quando ti ho scritto di venire. Sapere da te la verità?... Se c'è, se c'è qualche cosa, da te, capivo, sentivo che lo avrei saputo meno che dagli altri. Perchè tu sei buono: — lasciami credere, lasciami credere che sei buono!... Io volevo vederti!... qualunque pretesto!... Ma io volevo vederti. Volevo parlarti. Era una speranza... l'ultima. (lo fissa) La più sciocca delle speranze! La più stupida, la più vile!... — Va via! va via! va via! prima che torni mio padre!

GIORDANO

Appunto per il grande affetto e per la grande stima che ho di te, ho riflettuto, ho dovuto riflettere, alle nostre condizioni.

SOFIA

Io non ti ho mai domandato niente.

GIORDANO

Ci sono doveri che, date le circostanze, ad un onest'uomo s'impongono da sè.

SOFIA

(ridendo) Ah! Ah! Ah! E date le circostanze, come può essere comodo anche il far l'uomo onesto!

GIORDANO

Nelle regioni delle idee e del sentimento, io sono libero di me stesso; ma tu sapevi, e sai perchè mai te ne ho fatto mistero, che io non posso disporre di altrettanta indipendenza... nelle materialità della vita. (volgarmente: gridando) Io dipendo da mio padre e da mia madre, per la santissima ragione che io, di mio, non ho un soldo! (cortese: calmo) Sarà una banalità, ma è giocoforza il soggiacervi.

SOFIA

Questa tua gente, questa tua famiglia... che roba è?

GIORDANO

Che roba è?

SOFIA

A mio padre è arrivato il mandato di cattura: i tre mesi, — sai? — per quel vostro opuscolo «Di chi sarà il domani». Questa tua gente, questa tua famiglia, che roba è? — Se è gente di cuore, tu dirai la verità: e come io ero, quando non riflettevi alle nostre condizioni e come sono, io, oggi che ci rifletti. Non so quale consiglio ti daranno; ma se è gente di cuore, gente onesta, il consiglio di abbandonarmi, oggi, di voltarmi le spalle, oggi, proprio oggi, no, no e no.

GIORDANO

(prende un pacchetto di lettere dalle tasche del soprabito: le pone sul tavolo).

SOFIA

Le mie lettere? (ride) Ah! Ah! Ah!... Ecco, perchè sei venuto: per finirla. Fuori il dente... fuori il dolore.

GIORDANO

Io non mi difenderò, e non difenderò la mia famiglia, se crede impormi la sua volontà. Mi giudicherai un giorno più serenamente. Tanto più che tu sai, benissimo, ciò che mi sarebbe troppo facile e troppo doloroso risponderti in questo momento.

SOFIA

Puoi dire, ormai, tutto ciò che vuoi: ho la fortuna... di non capirti nemmeno più.

GIORDANO

Io, lealmente, ti avevo confidato le condizioni mie, e quelle della mia famiglia. Perchè, tu, non hai fatto altrettanto?

SOFIA

Io?... (scrollando il capo) Se... se non ti capisco più, ti ripeto!

GIORDANO

(vivamente) Sì! — Perchè non hai avuto confidenza in me?

SOFIA

(che è vicina all'uscio: con molta calma) Sento mio padre sulla scala. Diamoci la mano, e addio! (con ironia) Lei!... Oh, lei è un uomo, che farà molta strada!

GIORDANO

(violentissimo: con voce sorda) Non dovevi ingannarmi come gli altri, non dovevi fingere anche con me, il culto e l'adorazione! Dovevi dirmi francamente che tua madre era viva! Dovevi dirmi la disgrazia tua e di tuo padre, e perchè tuo padre non poteva sposare Anna Santer! (si avvia per uscire: Sofia lo afferra, lo ferma).

SOFIA

No! No! No! Non vai via! Non vai via! Non vai via! La mamma? La mamma? La mamma?

GIORDANO

(la respinge).

SOFIA

(fa due o tre passi, barcollando, senza cadere. Giordano fa per andarsene, entra Francesco: Sofia a Francesco) La mamma?... La mamma?