SCENA V.

Anna, Francesco.

ANNA

(nasconde in fretta la lettera).

FRANCESCO

(si ferma sull'uscio: sorride) Il prete? M'ha detto Sofia, che il prete è tornato!... Cos'è venuto a fare? (ridendo) A benedire la casa del diavolo? (vedendo Anna commossa: serio) Che cosa ti ha detto?

ANNA

Vorrebbero che io vendessi la mia parte di Montairolo. (fa per dargli la convenzione).

FRANCESCO

È roba tua. Fai tu.

ANNA

(vivamente) E Don Guglielmo m'ha detto... che mia zia... sta poco bene!

FRANCESCO

(accarezzandole i capelli: affettuosamente) Scrivi anche alla zia, se vuoi; fa tutto ciò che vuoi, ma non parlarmi di quella gente. Sono i miei nemici: i soli che temo, perchè sono i nemici del mio cuore.

ANNA

No; non dire così!

FRANCESCO

(battendo le mani con un'altra risata per metterla di buon umore) Su! Su! Allegra!... Ti voglio allegra, se no, lo sai, divento triste anch'io; mi assalgono mille dubbi, mille incertezze, mille paure, ed io, ed io che sono il gran generale nel momento più serio della battaglia, ho bisogno di tutto il mio coraggio. E ne ho. Perchè ci vuole un certo coraggio anche per ischiacciare la testa dei serpenti. Strisciano, ma i loro morsi sono avvelenati. Animo, Anna: due bottiglie di Marsala, e i bicchieri; subito! (voltandosi per guardar Anna che prende la roba nella credenza) Verranno Solaroli, Giordano Candia, Niccolini, Carboni... Scalfi.

ANNA

(maravigliata) Tutta questa gente?

FRANCESCO

Stasera avremo alla «Federazione» un'adunanza importantissima: mi si vuol affidare anche la gestione finanziaria. Dovrò parlare a lungo: dovrò accennare certamente alla furia di persecuzioni, di calunnie, di vituperi che mi si è scatenata addosso. E quello che dovrò dire e fare in argomento, desidero che mi sia consigliato dai miei amici. (va verso il fondo — chiama) Signor Marino!

MARINO

(di dentro) Comanda?

FRANCESCO

Favorisca avvertirmi, appena vede in Redazione Giordano Candia o il Niccolini.

ANNA

E il Solaroli ti ha parlato del processo?

FRANCESCO

Mi potrebbero toccare tre mesetti, (ride) Ma sarò assolto. Non è per la detenzione che mi seccherebbe. Ci vuol altro! (Anna gli passa vicino mentre porta le due bottiglie di Marsala ecc.) Ma tre mesi, tre lunghi mesi senza... (la bacia sulla bocca con grandissima passione) Senza Anna!... (ride). E quel prete?

ANNA

(vivamente) È stato il mio maestro da ragazza; e, ti ripeto, è venuto a dirmi che mia zia è ammalata, molto ammalata.

FRANCESCO

(dopo averla fissata, a lungo: colle lagrime nella voce) Non lasciarmi! non abbandonarmi!... Anna! Quel prete, che cosa ti ha detto?

ANNA

Niente!... Niente di ciò che tu immagini. M'ha detto che mia zia è ammalata... E capirai... ci penso; molto.

FRANCESCO

È ammalata; Non andrai via!... Non andrai a vederla! Non ti lascierebbero tornar più! Ed io, per essere forte, ho bisogno di te. Sofia... (sorridendo) Non glielo dire, sai: Sofia non mi basta più. Ho bisogno di te: quando mi capita sott'occhio, in uno di quei giornalacci, una nuova infamia, di primo colpo, ne resto come accasciato, sgomentato: poi, penso al tuo amore e ne rido, e mi sento come sono, forte, puro, superbo di me stesso!

ANNA

Ti amo!... Si!.... E ho vergogna, ho rimorso di non essere sempre coraggiosa come vorrei, come dovrei esserlo! Mi credevo più forte, più degna di te; invece, certe volte, ho ancora debolezze, pregiudizii. Ma poi, quando sono vicino a te... (chinando il capo sul petto di Francesco) divento rossa, se ci penso!

FRANCESCO

Dimmi tutto! dimmi tutto!

ANNA

Io non avevo visto che la luce, il trionfo tuo, e non ero preparata a queste lotte. Ma... sono tua... e mi abituerò.

FRANCESCO

Ecco, una buona parola: una parola che fa bene.

ANNA

Ti confesso, però, la notizia che mia zia è tanto ammalata e che non la posso vedere... è un gran dolore!

FRANCESCO

Scrivi a questo vostro... Don Guglielmo di tenerti informata; e se sei sicura di tornare, se vuoi andare a vederla...

ANNA

(con gioia, abbracciandolo) Posso farlo? Sei buono! Come sei buono! Pensa, la zia Giulia non è soltanto una zia per me, è una madre, una vera madre, tanto buona, tanto affettuosa...

FRANCESCO

(con un sorriso triste) Non me ne hai mai parlato... così!

ANNA

(abbassa il capo).

FRANCESCO

Sono geloso; geloso ed egoista. Ti vorrei tutta per me... come Sofia. (triste c. s.) Come Sofia?... Me ne sono accorto: Sofia è innamorata; e Giordano Candia, presto, me la porterà via! È la vita!... Ma non è bella la vita. No, no; non è bella la vita! (pausa) Sai?... Dopo avermi accusato di essere uno sfruttatore, una canaglia, di essere stato perfino un confidente — una spia! — sai che cosa sono andati a scovare nel luridume di Vienna e di Parigi? — Mia moglie! — E cercano d'imbrattarmi anche col fango di quella donna.

ANNA

Dio, Dio, che orrore, che ribrezzo!

FRANCESCO

E Sofia? E che dolore e che disperazione per Sofia, il giorno in cui venisse a scoprire la verità. Anche per Sofia, ho bisogno di te. Troverò subito una casa in campagna, qualche posto vicino a Milano, per te e per Sofia. Tu starai in guardia. Vedrai prima i giornali; la terrai d'occhio con chi parla, ed io verrò fuori tutte le sere e tutti i giorni in cui potrò essere libero. (apre l'uscio della camera di Sofia: chiama) Sofia!

ANNA

(c. s.) Sofia!