SCENA V.

Francesco e Sofia.

SOFIA

(abbraccia Francesco: Francesco e Sofia si guardano: si fissano: lunga pausa).

FRANCESCO

Che cosa ti ha detto quell'uomo? Che tua madre vive? — E ti ha detto anche come ha vissuto? Come vive? — Te ne supplico: è la prima grazia che io ti domando: lasciami tacere. (Sofia comprende, lo abbraccia) Questo soltanto ti dirò: fui accusato di aver ricevuto del danaro da... da quella donna. Io, dopo vent'anni, non ho potuto dare le prove materiali di averlo rifiutato, ricacciato, respinto!... Ecco perchè sono abbandonato, disprezzato.

SOFIA

(abbraccia Francesco: poi cade piangendo sopra una sedia) La mamma! La mamma! Non l'ho più! Non l'ho più!

FRANCESCO

(le prende una mano, l'accarezza, singhiozzando) La tua mamma... la tua povera mamma, la tua mamma vera, è quella che tu hai sempre amato, quella che sognavi sempre, quella che ti sei fatta, che ti sei creata tu stessa, tu sola, nella tua fantasia e nel tuo cuore. La tua mamma è in alto... è là!... non ne hai mai avuto altra!... (baciandole la mano, i capelli, quasi con divozione) Quella e nessun'altra è la mamma vera... la mamma del tuo cuore così buono, della tua anima così bella! (fa per abbracciarla).

SOFIA

(alzandosi, vivamente) No! No! No! Non cercare, non tentare d'ingannarmi, di illudermi! Non puoi farlo! Non devi farlo! Mi hai allevata, educata, guidata colla ragione e vorresti ora consolarmi, acquietarmi, addormentarmi colle ubbie dell'al di là? — Quell'uomo... (alludendo a Giordano) Quello... quello là... ha detto giusto. Non dovevi mentire, non dovevi nascondermi nulla. Mia madre non c'era più per me? lo dovevo sapere anch'io. Perchè... la... la... la mamma? (torna a fissarlo. — Francesco accenna di no col capo) La mamma non l'ho più! La mamma non l'ho più! (si butta fra le braccia di Francesco: piangono: pausa) No, sai; non dirmi niente. Voglio ignorare, voglio ignorare. Ma di', di', di', papà... quando si ha tutto perduto... perchè non si può morire?... Perchè non si può morire?... (guarda Francesco, gli accarezza la fronte, lo bacia affettuosamente, come per compensarlo del dolore che gli ha dato) Anna... ha scritto, non è vero? Viene?

FRANCESCO

(con timida inquietudine) Ha scritto... a te.

SOFIA

A me?... Verrà. (legge, poi con voce cupa) Sua zia... si è ancora aggravata. Mi offre tutto ciò che mi può occorrere; molto danaro: mi domanda come può farmelo avere, senza che tu lo sappia.

FRANCESCO

(le strappa la lettera di mano, la legge: diventa stranamente pallido: la ripone in tasca).

SOFIA

(prende le lettere di Giordano) Sono le lettere mie, che mi ha restituite Giordano Candia! (le butta nella parigina ad una ad una, nervosamente) Sai?... Anche Giordano Candia vuole offrirti del denaro; molto danaro: diecimila lire!

FRANCESCO

(si avvicina, fissandola).

SOFIA

Lui e gli altri, insieme. La colletta di tutti i nostri amici: di tutti, no; Carboni non ci ha voluto entrare.

FRANCESCO

(violentissimo) L'unico! L'unico!... Il solo che ancora mi crede un galantuomo! Quel danaro, sai, Sofia! quel danaro, quelle diecimila lire, il danaro infame di quella donna... tutti credono che io lo abbia impiegato come primo fondo nella Società, e ora me lo buttano in faccia!... (con una risata) Ah! Ah! Ah!... Eppure, sai, — Sofia! — dobbiamo accettare tutt'e due. Accettare: tu l'elemosina; io, lo schiaffo!

SOFIA

No! No! No! — Mai! Mai!

FRANCESCO

Bisogna accettare, tu l'elemosina, io lo schiaffo. O non si vive! Ohi! O non si campa! O non si mangia! Tutto per gli altri! Sono stato di una prodigalità pazza! Contavo, calcolavo sul mio stipendio; per un anno, per due!... Resterò in debito coi miei soci! e non ne posso avere!... non posso più aver niente!

SOFIA

Lavorare! Si lavora!

FRANCESCO

Sai dove vado io, sabato?... Vado dentro: in prigione; per tre mesi. — Per gli altri!... Sempre per gli altri!

SOFIA

Lavorerò, io; io sola. Lavorerò... Ma quel danaro no: ma quel danaro no! no! no!

FRANCESCO

E io? E io? E io? Quando avrò scontato i miei tre mesi, che cosa farò? Come lavorerò? Dovrò chiedere aiuto ai miei compagni che mi hanno rinnegato, o ai miei nemici che mi hanno coperto di fango?... Anche gli scrupoli sono un pregiudizio! — Bisogna accettare (con una risata) tu l'elemosina, ed io lo schiaffo. — Bisogna vivere; bisogna vivere...

SOFIA

(lo ferma, interrompendolo) Perchè? (si fissano: lunga pausa).