SCENA I.

La signora Isabella — Una voce dal basso, poi Dorina.

ISABELLA

(cantarellando, finisce di spazzare, mette a posto il catino, il tavolino: poi va alla finestra e chiama) Signor Domenico! Signor Domenico!

VOCE

(dal basso) Ehi!

ISABELLA

Mi dà una mano stamattina?

VOCE

(c. s.) Non posso! Sono solo alla porta!

ISABELLA

In malora, brutto rospo! (forte) Grazie lo stesso, signor Domenico! (sempre cantarellando accomoda il letto, poi prende uno strofinaccio e leva la polvere).

DORINA

(vestita molto modestamente, abito nero di lutto; paltò di colore, col lutto sul braccio) Buon giorno.

ISABELLA

Brava, giusto in punto per aiutarmi a mettere in ordine tutta la baracca! (butta lo strofinaccio sul canapè, e aiutata da Dorina porta il letto dietro il paravento: intanto continua a parlare) Così, con un po' di sgobbamento si fa senza della serva! (facendosi seria e guardando Dorina) Va ora dal Businello?

DORINA

Bisogna risolversi...

ISABELLA

Sicuro: domani scade la cambiale del Ripamonti. (con un'alzata di spalle) Su, su, allegri e niente paura! Non le ho detto? ho fatto un sogno tutto pieno di maschere: abbondanza e prosperità. Non sbaglia mai! Nell'81?... quando ho avuto quel successone strepitoso nella Favorita? Bene: avevo sognato per due notti consecutive di essere al gran veglione della Fenice! — E si ricordi, col Businello: un po' di bella maniera. Perchè non si è messa il paltoncino noisette, che le fa la vita più slanciata? — E bisogna ridere, scherzare e senza far musi, mi raccomando.

DORINA

Non lo posso soffrire.

ISABELLA

Invece l'impresario le farebbe il Florindo volentieri.

DORINA

È per questo, forse che si permette un certo linguaggio, che non mi accomoda niente affatto!

ISABELLA

Ma anche lei ha il torto di essere troppo selvatica, e colle cambiali da pagare (sospira) bisogna aver pazienza! — Anch'io mi vanto di essere una gentildonna e un'artista, ma non sono mai stata villana con nessuno! Siamo onesti: è la mia bandiera; ma l'onestà delle donne sta nel tutto promettere e niente mantenere!

DORINA

Non domando l'aiuto di nessuno.

ISABELLA

Questo va benone, ma la politica col Businello! (confidenzialmente, sospirando) Sulla cambiale del Ripamonti ha la sua firma anche lei. Se si può annunziare il debutto, tutti si calmano, se no, la famiglia Costantini è nel bel mezzo di una strada.

DORINA

(facendo un movimento, a mezza voce, quasi tra sè) Mi avessero lasciata a casa mia...

ISABELLA

A casa sua? Sola? Solinga, errante e misera!

DORINA

(si turba, si commuove e abbassa il capo).

ISABELLA

Esposta a tutti i pericoli, senza il fondamento di farsi almeno una posizione stabile e brillante.

DORINA

(sospirando) Sono oggi... quattro mesi...

ISABELLA

Povera signora Teresa!... (cambiando tono) Su, allegri, che sta meglio di noi. Nel campo Eliso non vi sono spasimi nè malinconie! Gran disgrazia, sicuramente, come quella del Martignoni che le ha fatto sparire due mila lire promettendo di farla figurare sul cartellone del Carlo Felice! — Ladro! — Ma per questo col Businello niente pericoli: ladro come l'altro durante le trattative, ma poi, messo il nero sul bianco, un vero cavaliere!

DORINA

Chi sa quali condizioni...

ISABELLA

Oggi si accetta tutto quanto: una volta poi lanciata sul teatro, Ernani involami e... maramèo!

DORINA

Sarebbe un agire disonesto.

ISABELLA

Onesto cogli onesti, ma coi sicari?

DORINA

E se proprio non si potesse combinare?

ISABELLA

Bisogna, cara, bisogna combinare assolutamente: a meno che non avesse dell'altro in vista... (insinuante) Quel bel signore, così compito, che abbiamo incontrato una sera sul Corso e che ci ha voluto accompagnare fino a casa?

DORINA

Don Luigi d'Albano?... È a Roma. E poi, per qual ragione?

ISABELLA

Oh Dio! Per cavalleria! E... l'amico? (Dorina si turba) «Di quell'amor ch'è palpito?»

DORINA

Non ne so più niente e non so dove sia. Dev'essere in viaggio con sua madre.

ISABELLA

Fa un gran girare tutta questa gente!

DORINA

La prego, non me ne parli più!... mai più!

ISABELLA

Eh, adesso, non me ne parli più!... Ma i primi giorni....

DORINA

Le ripeto che non so dove sia; che non ne so più niente!

ISABELLA

Gli ha scritto: due volte le ho portate io le lettere alla posta.

DORINA

Non le avrà ricevute.

ISABELLA

Basta; speriamo; il maestro è andato a parlare col Businello e col Ripamonti. Ma già, avrà mangiato coll'uno e bevuto coll'altro. Oh, giusto in punto! — Serva, lustrissimo!