SCENA II.

La piccola Adele, dai 10 ai 12 anni, corre in fondo alla scena dove c'è un tavolo con una grande bomboniera. La marchesa Fulvia, Dorina, Luigi, Niccolino, poi il maestro Edoardo Costantini.

NICCOLINO

(parla con grande vivacità con Dorina).

MARCHESA

(a Luigi) Ho ordinato di portarlo qui il caffè: è più allegro!

LUIGI

Benissimo, sempre, zia.

MARCHESA

(vedendo l'Adelina che prende i dolci) Basta, Adelina! Hai capito?... Basta! (l'Adele si avvia per uscire) Non voglio... — Oh sì!... Va come il vento!

LUIGI

Ha più coraggio di noi.

MARCHESA

L'Adele mi diverte e voi no, l'Adele è carina, e voi...

LUIGI

E noi, no!

DORINA

(aiutata da Niccolino mette lo zucchero nelle tazze, ecc).

NICCOLINO

Che importa! Non ho più paura della mamma!

(Niccolino porta la tazza alla marchesa che risponde ringraziando con un cenno del capo. Dorina porta il caffè a Don Luigi).

LUIGI

Oh, tante grazie, signorina Dori!

DORINA

(mettendo due palle di zucchero in una tazza e mostrandola al Costantini) Così, va bene?

COSTANTINI

Si figuri... (è impacciato, vorrebbe versare il caffè nel piattello, ma poi vede che gli altri lo bevono dalla tazza, fa lo stesso e si scotta).

DORINA

(offrendo la tazza a Niccolino) È in collera?

NICCOLINO

(con ira gelosa) Quell'imbecille è innamorato di lei!

DORINA

(ridendo) Oh povero signor Edoardo!

MARCHESA

(a Costantini, forte) Il maestro Costantini non è di Milano, mi pare?

COSTANTINI

(vorrebbe rispondere, ma per la confusione il caffè gli va in gola di traverso e risponde tossendo, con cenni del capo). Di... di... Livorno!

LUIGI

(alla Marchesa sedendosi vicino sul canapè) Maestro... di che cosa?

MARCHESA

(forte, come presentando il Costantini a Luigi) Di pianoforte: il maestro Edoardo Costantini: sostituisce il Bazzaro che è ammalato.

LUIGI

(come per ricordarsi) Costantini... Costantini... Ci deve essere un altro Costantini, ma molto più vecchio di lei?

COSTANTINI

(subito) Sissignore: maestro di canto: è mio zio. Oh era un famoso tenore, — ha cantato anche alla Scala... (con grande naturalezza ed ingenuità) ma poi, perduta la voce, si diede all'insegnamento e tiene pensione per lirici e... affini!

LUIGI

(al Costantini che gli è rimasto dinanzi sorridendo un po' goffamente) Bravo! Bisogna diventare celebre come lo zio!

COSTANTINI

Sono fallito nel cantino!... Vorrei avere il talento e la voce della signorina! (parla di Dorina con entusiasmo e la guarda con passione).

LUIGI

(sorridendo) Per fare anche lei la prima donna? (prende la tazza vuota della Marchesa e la porta verso il tavolino del caffè).

(Il cameriere gli va incontro per prenderla. Cameriere e servitore raccolgono le tazze — portano via il servizio del caffè. — Intanto il maestro Costantini gira intorno alla Dorina guardandola come un innamorato).

NICCOLINO

(a Dorina) Quello sciocco mi urta i nervi. Ho sentito, sa, che cosa le ha detto a colazione.

DORINA

(sorridendo) Davvero?

NICCOLINO

(rifacendo comicamente il Costantini) Verrà con noi fino alla stazione di Oldrate? Venga, signorina Dori! (con forza) Lei non ci andrà, la prego.

DORINA

(con dolore — vivamente) Oh sì, mi lasci accompagnare la mamma!

NICCOLINO

Faccia questo sacrificio; sarà la prova che non le sono antipatico!

MARCHESA

Signorina Dori, badi che l'Adele non prenda troppo sole! (al Costantini) È l'ora della lezione? (guardando l'orologio) Manca mezz'ora. (Costantini fa un cenno affermativo).

DORINA

(fa per uscire. Niccolino siede sul sofà in faccia alla Marchesa).

MARCHESA

(a Dorina) La signora Teresa ha proprio fissato di ritornare oggi a Lugano?

DORINA

Partirebbe col signor Edoardo, si fermerebbe stasera a Milano, e domattina...

COSTANTINI

(interrompendola) L'accompagno io fino a Chiasso.

DORINA

Sono più contenta, così la mamma non fa tutto il viaggio sola, alla sua età...

MARCHESA

È una brava persona questo nostro caro maestro!

DORINA

Allora permette che faccia venire la mamma? Vorrebbe ringraziarla.

MARCHESA

Sì, ma c'è tempo!... Adesso la signora Teresa non avrà ancora finito di fare colazione. Verrà con suo comodo. — E se vuol andare lei fino ad Oldrate ad accompagnarla...

NICCOLINO

(sta attento a Dorina).

DORINA

(un po' titubante) Ma... oggi... viene don Filippo per la lezione di Storia...

NICCOLINO

(sorride con soddisfazione).

MARCHESA

Oh, povera Adele! (a Luigi) È piena di talento quella bimba!

COSTANTINI

(umilissimo) Domando il permesso...

MARCHESA

(gli fa un cenno di commiato. Il Costantini inchinandosi anche dinanzi a Luigi e a Niccolino, esce dietro alla Dorina).

MARCHESA

(cercando nel cestino dove prende un piccolo giubboncino che lavora all'uncinetto: a Niccolino) Non vai fuori oggi coi cavalli?

NICCOLINO

(svogliatamente, sdraiandosi sul canapè) Oggi no: mando Francesco solo.

LUIGI

(seduto accanto alla Marchesa, guardando il suo lavoro) È un giubboncino per la bambola dell'Adele?

MARCHESA

Oh che!... È per i miei poveri!

LUIGI

(spiegandolo) Avara di una zia! Ti sei tenuta i poveri più piccoli!

MARCHESA

(ridendo e percuotendolo sulle mani coll'uncinetto) Dio, la gente di spirito! (volgendosi a Niccolino) Animo!... fa qualche cosa; va a dire a Don Filippo che si ricordi di venire per la lezione e che oggi si fermerà a pranzo! (a Luigi) Lo invito per te, sai, pessimo soggetto, per il tuo trionfo. Che puzzo, quel sant'uomo! (a Niccolino) Lo farai mettere a tavola vicino al signor Giuseppe.

NICCOLINO

(mette il giornale, che aveva in mano, sul tavolo, stira le braccia, sbadigliando, ma non si alza).

MARCHESA

Su, coraggio!... Uno... due...

NICCOLINO

(Si alza).

MARCHESA

Oh... e tre! (vedendo Niccolino che si avvia per una porta di fianco) Dove vai?

NICCOLINO

A prendere le sigarette. (va via).