SCENA III.

La Marchesa e don Luigi, poi Dorina e l'Adele che passano in fondo al giardino infine Costantini.

MARCHESA

Mi urta i nervi a vederlo così svogliato, così cascante. Nessuna vita, nessuna passione.

LUIGI

Nemmeno per la signorina Dori?

MARCHESA

(vivamente) Sei matto, Luigi? — Non dirle nemmeno certe cose!

LUIGI

È carina, sai; molto carina! Troppo carina per essere una... un pedagogo!

MARCHESA

Niccolino, ancora, non pensa altro che al sarto! Tutto il suo studio è di fare il falso inglese a piedi e a cavallo! — Ma ho un'idea per metterlo a posto e volevo parlartene.

LUIGI

Sentiamo, zia.

MARCHESA

(lo guarda, poi ad un tratto) Dargli moglie.

LUIGI

Può essere un'occupazione come un'altra, ma se si annoia facilmente, una moglie sola mi pare un po' poco per distrarlo!

MARCHESA

Non dire sciocchezze.

LUIGI

La sposa, è bellina?

MARCHESA

Non è una gran bellezza, ma come moglie può passare.

LUIGI

Mi spaventi! — Chi è?

MARCHESA

Indovina.

LUIGI

(pensando) Di bruttine ce ne sono parecchie.

MARCHESA

Un bellissimo nome e una grande fortuna (Luigi non indovina) La Giulia Monleone!

LUIGI

(vivamente) Oh no, no, povero Niccolino!

MARCHESA

È un gran nome... due milioni, e infine è anche di una bontà straordinaria, e tutto ciò rimane, mentre la bellezza è come un buon odore: o svanisce o se ne fa l'abitudine.

LUIGI

Si fa l'abitudine al buon odore, ma non al cattivo, zia! (Dorina coll'Adele che le si appoggia al braccio attraversano il giardino. La Marchesa e Luigi non le vedono perchè seduti in modo da voltare le spalle alla comune.)

LUIGI

(continuando) Per il gran nome, Niccolino ha il suo; e danari pure.

MARCHESA

Non tanto quanto si crede. I possidenti sono i poveri d'Italia; pagano per tutti! — Ricordalo, tu che fra quindici giorni sarai deputato.

LUIGI

Accetto l'augurio! — Al povero Niccolino resteranno sempre settanta od ottanta mila lire di rendita: abbastanza per tirare innanzi, finchè trova un impiego. E il tuo? non lo conti, avaraccia d'una zia?

MARCHESA

Io devo pensare all'Adele: è figlia della mia povera figliuola, e non è ricca.

LUIGI

Questa non è una buona ragione per sacrificare Niccolino.

MARCHESA

Sacrificare!... Sei un osservatore superficiale. Alle corte: tu non ti senti di dare la notizia a Niccolino e di prepararmi il terreno?

(Costantini entra dal giardino camminando in punta di piedi).

COSTANTINI

Con...per...messo... prendo la musica

MARCHESA

Faccia pure, maestro. (a Luigi) No?.. Non ti senti di parlarne a Niccolino?

(Costantini, sempre camminando in punta di piedi, prende la musica e va via).

LUIGI

(impacciato) Non posso fermarmi. Ho il consiglio provinciale, poi una seduta... importantissima. — Poi domani è anche l'onomastico di Donna Maria. Infine ho i miei elettori da... sbalordire!

MARCHESA

(cerca e fruga in un cestino).

LUIGI

Che cerchi, zia?

MARCHESA

Un altro crochet; me lo aveva portato ieri il signor Giuseppe. (Luigi si mette a cercare. La Marchesa ad un tratto gli batte sopra una spalla) Ohi, Gigino! Sai che cosa mi ha detto il signor Giuseppe?

LUIGI

(la guarda inquieto).

MARCHESA

La frazione di Oldrate è ricalcitrante!

LUIGI

(vivamente) Come mai?! Se è in mano tua!

MARCHESA

La candidatura Guglielmi guadagna terreno.

LUIGI

(vivamente irritato) Perchè il signor Giuseppe è un ingenuo che non sa fare, che non sa muoversi, che... (si ferma, guarda la Marchesa e dà in una risata) Ah, zia zia, perfida zia! (la Marchesa ride) Oldrate è una minaccia, un compromesso: tu porti la mia candidatura a Oldrate, ma io dovrei portare Niccolino alla Giulia?

MARCHESA

(con finto stupore) Mi crederesti capace di corruzione elettorale?

LUIGI

(contento) Il fine giustifica i mezzi. (serio, sospira) Dunque... povero Niccolino?

MARCHESA

Ma è un matrimonio da accettare a braccia aperte!

LUIGI

Direi piuttosto... ad occhi chiusi!

MARCHESA

Senza tanti discorsi, vuoi parlarne a Niccolino sì o no? Gli amici, sai bene, hanno sempre più influenza delle mamme.

LUIGI

Proverò, con tutta la mia eloquenza.

MARCHESA

No, per carità! Dirai soltanto a Niccolino che la Monleone a te piace, che ti piace molto.

LUIGI

Zia... non si devono dire altro che le bugie credibili!

MARCHESA

È ciò che più preme. Se Niccolino si convince che la Monleone piace a te, piace subito anche a lui.

LUIGI

(con rassegnazione) Allora... la troverò... piccante!