SCENA IV.
Teresa (è una bella e simpatica vecchierella vestita di nero, ma poveramente, e quasi come una contadina) e DETTI.
TERESA
Si può?
MARCHESA
Avanti, avanti, signora Teresa!
TERESA
Vengo per ringraziarla di tutto l'incomodo.
MARCHESA
Vuol proprio andare?
TERESA
Ho abusato anche troppo della sua bontà: lo dicevo adesso con la mia Dorina. E poi oggi ho la compagnia del signor maestro e così non viaggio sola. (a Luigi sorridendo) La mia Dorina ha sempre paura che qualche bel giovinotto le rubi la mamma!
LUIGI
(continuando lo scherzo) E col maestro Costantini c'è poi da fidarsi?
TERESA
(sempre sorridendo) Oh, altro. (alla Marchesa) È allegro il signore; mi piace. Chi è allegro, vuol dire che è buono.
MARCHESA
(per tagliar corto) Ha veduto il signor Giuseppe?
TERESA
(più piano alla marchesa) Tante grazie, signora marchesa. (a Luigi, forte) Mi ha fatto anticipare un semestre!
LUIGI
(alla marchesa) Brava! (comicamente) Bel cuore!
TERESA
(alla marchesa, indicando Luigi) È un suo parente?
MARCHESA
Mio nipote, Don Luigi.
TERESA
Si vede, ha una bella faccia, geniale.
LUIGI
Grazie, signora Teresa!
TERESA
(a Luigi confidenzialmente) Io adesso non ho più bisogno di danari.
LUIGI
(si diverte) No? Beata lei!... Potessi dire altrettanto!
TERESA
Ha conosciuto, lei, i signori Muller di Lugano?
LUIGI
No, e ne sono spiacentissimo.
TERESA
Oh, gran brave persone! (alla marchesa) Domandavo, alle volte... Avevano un bellissimo albergo, (a Luigi) uno dei primi alberghi di Lugano. Mio marito era il direttore e oltre allo stipendio fisso, aveva un per cento sugli utili.
MARCHESA
(un po' seccata) Sì: me lo ha detto ancora, signora Teresa.
TERESA
(tranquillamente) L'ho detto a lei — ma al signor Don Luigi, no!
LUIGI
A me no: dica, dica, m'interessa moltissimo.
TERESA
(a Luigi, commovendosi) Il mio Guglielmo... improvvisamente... (fa capire che è morto) in pochi giorni: al 3 di febbraio di quest'anno... (si asciuga gli occhi).
LUIGI
Oh, povero signor Guglielmo!
TERESA
Alla mia Dorina, non faccio per dire, avevamo procurato una grande istruzione, sperando... (sospira) invece... Ma il Signore è buono, e in mezzo alle nostre disgrazie, abbiamo avuto (indicando la marchesa) una grande provvidenza! — È stato monsignor Comboni, un vero sant'uomo, che ha raccomandata la mia Dorina alla signora Marchesa.
LUIGI
(amabilmente, prendendola in giro) Scusi... e il per cento sugli utili?
TERESA
Settemila e novecento franchi sul libretto della Cassa di risparmio di Milano! La mia Dorina dice che sono avara... Sì, voglio bene a questo denaro... povero Guglielmo!... è il frutto delle sue fatiche, destinato al frutto delle mie viscere.
LUIGI
(è rimasto un po' sorpreso e un po' commosso) Sì... vero.
MARCHESA
(ridendo, per andarsene) Venga con me: lei si mette in viaggio, e la sera comincia ad essere freschino. Io avrei un mio vecchio paltò da darle, se le va bene.
TERESA
(confusa) Signora Marchesa, quanta bontà e... (a Luigi) Scusi, sa...
LUIGI
Faccia pure.
TERESA
(avvicinandosi alla marchesa, piano) È sempre contenta, non è vero?
DORINA
(attraversa il giardino lentamente; ha un ombrellino aperto, e un libro in mano. Finge di leggere, ma poi guarda verso la sala e veduta la Marchesa si dilegua. Gli altri non la vedono).
MARCHESA
Basta che il maestro Costantini, e anzi glielo dica, non le faccia perdere il capo, col talento e colla bella voce.
TERESA
(vivamente: contenta) Anche al maestro ha fatto impressione? Tutti quanti ne restano incantati!
MARCHESA
E va bene, ma una cosa o l'altra. — O fa l'istitutrice o si dedica alla musica. — Io ho creduto bene di avvertirla, perchè da qualche tempo mi sembra un po' distratta.
TERESA
Non dubiti, signora Marchesa. Anche poco fa mi diceva che è tanto contenta, tanto felice di trovarsi in casa sua e che vuol tanto bene alla signorina Adele. Se è distratta un pochino, in questi giorni, la compatisca: ha qui la sua mamma, la sua vecchietta; ma io me ne vado (si commuove), anche per ciò è meglio che me ne vada, e la mia Dorina non avrà più distrazioni e tornerà buona come prima.