SCENA VI.

Luigi e Niccolino, poi Dorina.

NICCOLINO

(uscita la Marchesa, si alza per correr fuori: Luigi lo ferma).

LUIGI

Devi uscire? Ti accompagno.

NICCOLINO

(vivamente) Non importa. Volevo vedere Francesco: il morello è un po' riscaldato.

LUIGI

Tua madre, mi ha fatto un certo discorso...

NICCOLINO

Oh, oh! La genitrice? affari seri?

LUIGI

No, niente di serio. Tua madre, sicuro (cercando le parole), è una bravissima donna che... che ti vuol molto bene ed ha un solo pensiero, (lo accarezza) la tua felicità!

NICCOLINO

Avanti!

LUIGI

Dunque la zia avrebbe pensato, e ottimamente... (cambiando tono, confidenzialmente ed affettuosamente) Ti piacciono i milioni?

NICCOLINO

No.

LUIGI

(respingendolo) Va via!

NICCOLINO

Perchè mi fai questa domanda?

LUIGI

Perchè tua madre ne ha due, a tua disposizione. (Niccolino e Luigi si guardano e sorridono).

NICCOLINO

Un matrimonio?

LUIGI

Un gran matrimonio.

NICCOLINO

(crollando il capo) Niente!

LUIGI

Come? Niente!?

NICCOLINO

(canterellando) Non ne facciamo niente!

LUIGI

Ma non sai ancora di chi si tratta.

NICCOLINO

In proposito ho altre idee.

LUIGI

Tu?

NICCOLINO

Sì, e volevo anzi parlartene, perchè mi devi preparare il terreno con mia madre.

LUIGI

Preparare il terreno? Anche a te? — Senti, invece, io ti darò un consiglio.

NICCOLINO

Troppo tardi. (guarda verso il giardino).

LUIGI

(un po' inquieto) Troppo tardi?

NICCOLINO

La mia risoluzione è irrevocabile.

LUIGI

(contento) Ah non si tratta altro che di una risoluzione?

NICCOLINO

Ir-re-vo-ca-bi-le!

LUIGI

E tua madre che ti credeva ancora... Ma cosa vai a pensare?

NICCOLINO

Se ci pensa la mamma a darmi moglie, posso averci pensato anch'io!

LUIGI

La zia è una donna di testa. Essa provvede alla tua felicità vera e duratura.

NICCOLINO

Io sono un uomo di cuore e la mia felicità la voglio a modo mio.

LUIGI

Pensa, un matrimonio quasi principesco!

NICCOLINO

Peggio! Io non sono fatto per le rappresentanze ufficiali!

LUIGI

Due milioni, Niccolino!

NICCOLINO

(prendendolo sotto braccio confidenzialmente) Due occhi... e un tesoro di bontà, di bellezza: tutte le soddisfazioni della mente e del cuore.

LUIGI

Magre soddisfazioni! — Ma già, alla tua età... Sei ancora un ragazzo!

NICCOLINO

(vivamente) Non seccarmi col ragazzo! — Che importa a me dei milioni e del matrimonio principesco? Ma non sai che si vive una volta sola? Ma non sai che tutto ciò non è altro che una grande seccatura? Io voglio vivere in campagna; a Milano mi annoio. Non voglio saperne di rumore, di gente, di bataclan! Io amo la quiete, il riposo, e non ho ambizioni! Mi piace vivere con tutti i miei comodi; i miei cavalli, un buon cuoco e infischiarmene del mondo intero! Guarda gl'inglesi: quella è gente che sa vivere.

LUIGI

Sicuro, e per questo apprezzano molto il vile metallo.

NICCOLINO

Per i miei desiderï sono ricco abbastanza.

LUIGI

Oggi, forse, ma domani? Eh caro mio, bisogna avere studiato come me le piaghe del nostro paese; le misere condizioni dell'agricoltura...

NICCOLINO

Io ho studiato la mia condizione, e la mia agricoltura: non ci sono poi tante piaghe! Del resto, teniamo la buona occasione in famiglia: cedo a te i due milioni e il matrimonio principesco.

LUIGI

(vivamente) No!

NICCOLINO

Tu pure sei un povero d'Italia, come dice la mamma.

LUIGI

(cambiando tono di voce) Sì, ma io non sono un bel ragazzo, e non sono amato.

NICCOLINO

(con meraviglia) Amato?

LUIGI

Alla follia!

NICCOLINO

(a poco a poco prendendovi interesse) Una che mi ama?... alla follia? e senza che io lo sappia? (Dorina intanto torna a girare nel giardino guardando verso Niccolino, guardandosi attorno, coll'aria di chi ha un appuntamento).

LUIGI

Una passione segreta, romantica, ma ardentissima!

NICCOLINO

Chi è? Viene dalla mamma?

LUIGI

Non credo.

NICCOLINO

Mi vede sovente? Dove?

LUIGI

Ti ha veduto tre volte: è bastato. Alla prima rimase subito colpita: le altre due... (sospirando) povera ragazza!

NICCOLINO

Che sciocchezze! Ma dimmi chi è? (lusingato)

LUIGI

Indovina.

NICCOLINO

(si ficca la lente negli occhi, e alza il capo per pensare. Pausa: domandando) Bionda?

LUIGI

A' peu-près.

NICCOLINO

Bruna?

LUIGI

À peu-près.

NICCOLINO

Bella?

LUIGI

In questo, sai... i gusti. (subito) Bella! Bel tipo!

NICCOLINO

A te piace?

LUIGI

Io?... la trovo piccante!

NICCOLINO

Insomma dimmi chi è: tanto, lo devo sapere!

LUIGI

Buona, intelligentissima; conosciuta da vicino, poi, guadagna immensamente: è la Giu...lietta Monleone!

NICCOLINO

La Monleone? Scherzi?

LUIGI

Se scherzo io, non scherza la mamma.

NICCOLINO

(rimane un istante colpito, poi a mano a mano con furore crescente) E tu, per fare la corte alla mamma, hai potuto accettare un incarico simile?

LUIGI

Anzi, me ne tengo onoratissimo!

NICCOLINO

E hai il coraggio di trovare piccante quella...

LUIGI

Niccolino!

NICCOLINO

Ipocrita!

LUIGI

Niccolino!

NICCOLINO

Falso amico!

LUIGI

Ho parlato per il tuo bene!

NICCOLINO

Per il mio? — Per il tuo! — Per avere l'appoggio della mamma nelle elezioni!... Oh, ma invece ti servirò io per domenica! (sottovoce) Dirò io a tutti, il bel mestiere che fai.

LUIGI

(spaventato) Andiamo, via!

NICCOLINO

Non ti basta dunque che don Filippo, il farmacista, il brigadiere, il sacrista, il segretario comunale e perfino il signor Giuseppe vadano in giro per il collegio a importi. (forte) E i cinque franchi? E l'omnibus? E la colazione?

LUIGI

Non seccare, e non gridar tanto. C'è la signorina Dori che può sentire!

NICCOLINO

La Dori! (chiamandola) Signorina Dori! Signorina Dori!

LUIGI

(fermandolo per un braccio) Perchè la chiami? abbiamo ancora da discorrere!

NICCOLINO

Perchè? perchè mi hai rivoltato; e lo dirai a mia madre. Voglio essere padrone di me! (va sulla comune, chiamandola) Signorina Dori! (ritornando) Ah, sposare io quella... — Va via! Io voglio bene alla Dori e sarà mia moglie.

LUIGI

(spaventato) Sei matto da legare!