SCENA VII.

Dorina e DETTI; poi la Marchesa.

DORINA

Mi ha chiamato, marchesino?

LUIGI

(per farla andar via) No, no, signorina.

NICCOLINO

(allontanando Luigi e prendendo affettuosamente le mani di Dorina: a Luigi) Tu e mia madre mi credete sempre un ragazzo, ma non lo sono più!... So benissimo quello che dico e so benissimo quello che voglio!... Mentre tu e mia madre volevate darmi moglie... io ottenevo finalmente un colloquio dalla signorina.

DORINA

(spaventata) No... non è vero, mio Dio!

LUIGI

(guarda tutti e due con grande stupore).

NICCOLINO

E sai che le volevo dire? (a Dorina) Le volevo dire tutto ciò che, del resto, essa deve aver capito da molto tempo... da tanto tempo!

DORINA

Ma, signorino, si calmi, rifletta un po': che cosa dovrà pensare Don Luigi?

LUIGI

(a Dorina) Che è matto: matto da legare!

DORINA

(a Niccolino) Ma che cosa è successo?

NICCOLINO

Che cosa è successo? (ride con amarezza, guardando Dorina: poi a Don Luigi esaltandosi sempre di più) Io ti sono riconoscente di avermi spinto alla ribellione! Sei tu, che mi dai la forza di parlare. Oh, mia madre deve essere molto soddisfatta del suo... agente matrimoniale!

LUIGI

Niccolino!

NICCOLINO

Ebbene, va, va e di' a mia madre che le obbedirò e prenderò moglie... ma, eccola! l'ho scelta io, secondo la mia inclinazione.

DORINA

Signorino!

LUIGI

Non dico di no! (con galanteria, a Dorina) Sarebbe anche la mia inclinazione.

NICCOLINO

(a Dorina con slancio) Sì, io sono innamorato di Lei: le voglio molto bene, le voglio tutto il bene che ella si merita, e sarà mia moglie!

LUIGI

(vivamente) Se continui mando a chiamare tua madre.

DORINA

Dio mio, la signora Marchesa!

LUIGI

(a Dorina) Lei, signorina Dori, che merita davvero tutto ciò che le ha offerto mio cugino, capirà, perchè sia degno di Lei, deve esser offerto da chi ha la testa a posto, ed è padrone delle proprie azioni.

DORINA

(a Niccolino) Sì... Don Luigi parla benissimo.

LUIGI

Precisamente! E tu la comprometti in faccia alla zia, a tutti!

DORINA

(con un grido) La signora Marchesa, Dio! sapesse, se potesse credere che ho abusato della sua fiducia, della sua bontà!

LUIGI

Le faresti perdere il posto.

NICCOLINO

Vorrei vedere!

DORINA

E la mamma? la mia povera mamma?!

LUIGI

Ecco a che cosa puoi esporre la signorina co' tuoi impeti e colle tue smanie.

NICCOLINO

Anche lei dunque, signorina Dori, non mi crede? Anche lei non crede al mio coraggio? Anche lei mi crede ancora un ragazzo?

LUIGI

Ma pensa prima di parlare, insensato!

NICCOLINO

Insensato, sfido io! (a Dorina) Sa che mi vorrebbero far sposare la Monleone?... quella che chiamano il dromedario?

DORINA

(con dolore, subito represso) Ma non sarà, anzi... certo non è... che una semplice proposta (balbettando). La signora Marchesa le vuol tanto bene: è la sua mamma.

NICCOLINO

Mia madre?... lei non la conosce. (a Luigi) Non è vero che è una testa dura?

LUIGI

E... è... savojarda!

DORINA

Ad ogni modo non si deve fare nè oggi nè domani

NICCOLINO

Oh per questo non si farà mai!

DORINA

(con molta dolcezza) No: non dica così... e vedrà... col tempo... tutto dipenderà ancora da lei. Ma intanto, marchesino... Don Luigi, la supplico che nessuno possa mai supporre che io abbia avuto in animo di meditare un intrigo per raggiungere una posizione troppo al di sopra del mio stato. Creda, ciò che io provo, oltre allo stupore, alla maraviglia, è un senso di sgomento. Io ero tanto felice, e adesso...

LUIGI

Sicuro che... è una condizione un po' difficile!

DORINA

Ella mi obbliga a lasciare la sua casa, dove ho trovata tanta bontà.

NICCOLINO

(vivamente) Lei resterà qui, come prima. Si ricordi che lo voglio! Non le parlerò più di... niente. Soltanto non dimentichi mai, come non dimenticherò io, quanto le ho detto e promesso.

LUIGI

Ma...

DORINA

(timorosa) Io...

NICCOLINO

È un impegno reciproco, finchè mia madre potrà ancora opporsi legalmente alla mia volontà. — Soltanto restiamo intesi: (a Luigi) della Monleone non voglio più sentirne parlare. — Lo farai capire alla mamma esplicitamente. Anzi le parlerò io, e subito! Giuseppe! Giuseppe!

LUIGI

Che vuoi?

DORINA

Cosa fa? Marchesino!?

NICCOLINO

Voglio sapere dov'è la mamma: le voglio parlare sul momento!

MARCHESA

(entrando dalla porta di fianco) Eccomi, Niccolino, che c'è?