SCENA VIII.
Niccolino, Luigi e Santanera.
SANTANERA
(ha paura che Niccolino faccia una scenata anche contro di lui. Prende il cappello per andarsene, guardando Niccolino con diffidenza, ma sempre grave, con fare molto signorile. — Piano a Luigi) Diventa matto.
LUIGI
Matto pericoloso: sai che cosa minaccia alla Dori? Di sposarla.
SANTANERA
(ridendo c. s.) Oh, definitivamente?
LUIGI
E con tutti gli onori.
SANTANERA
Ma... non gli hai fatto la cronaca?
LUIGI
(sorridendo) Dice... che io parlo per gelosia!
SANTANERA
È un colmo. Ma tu? (sorride guardandolo come per fargli capire che gli avrebbe potuto rivelare di avere avuto una relazione colla Dori).
LUIGI
(con molta importanza) Io? Primo: non è vero! — Secondo: fosse vero, non lo direi. — Terzo: fosse vero e glielo dicessi, sarebbe una ragione di più. Del resto io ho parlato a Nicola molto chiaro, molto franco e non ho rimorsi. Gli ho detto del ridicolo, di sua madre, del suo avvenire.
SANTANERA
Non vuol capir niente?
LUIGI
Per capire, capisce, ma non vuol intendere. Gli ho detto del Duca, non ci crede.
SANTANERA
E del Mattìa?
LUIGI
Non ci crede. (Santanera lo guarda con stupore) Glielo ha detto la Dori che non è vero.
SANTANERA
Allora lascia che prenda moglie. Ha la fede necessaria.