SCENA VII.

Un Servitore, due Facchini e DETTI; poi Giuseppina.

(I due facchini si fermano vicino alla porta; il servitore va a battere all'uscio della Dorina).

SERVO

Signora Giuseppina! Sono qui i facchini per la roba da portare alla stazione!

GIUSEPPINA

(di dentro) Vengo subito. (servo va via).

SANTANERA

(guardando i bauli e cantarellando mestamente con significazione che irrita maggiormente Niccolino) «Oh dolce Napoli! Oh suol beato!...»

GIUSEPPINA

(con le chiavi dei bauli; ai facchini). La signora è arrabbiatissima. Dovevate venire più presto.

FACCHINO

Eh c'è tempo!

GIUSEPPINA

(ha chiuso i bauli) Allora questi prima di tutti. (li conta in fretta) Uno, due... (conta fino a sette) Sette capi.

FACCHINO

Eh va bene!

GIUSEPPINA

(fa per uscire in fretta: Niccolino la ferma).

NICCOLINO

(piano) Dunque? È irremovibile? Vuol partire stasera?

GIUSEPPINA

Figurarsi; non ha nemmeno pranzato per non perdere tempo. Ha una smania, ha l'argento vivo addosso! (va via).

SANTANERA

(guardando Niccolino, come sopra) «Oh dolce Napoli! Oh suol beato!».

NICCOLINO

(ha un impeto di furore contro Santanera; poi si volta ai facchini; e dà loro in fretta del denaro) Andatevene! — Andate! via!

FACCHINO

Eh, signorino?

NICCOLINO

Siete pagati, andatevene!

FACCHINO

Ma... signorino!

NICCOLINO

(spingendoli fuori) Siete pagati tre volte: — Fuori! Via!

FACCHINI

(scena muta fra di loro: vanno via).

NICCOLINO

(si butta sul canapè, in fondo della scena, e vi rimane cupo, muto).