SCENA VI.
Luigi, Niccolino, Santanera.
SANTANERA
(gira per la stanza, guarda tutto, poi si avvicina al pianoforte).
NICCOLINO
(ad un tratto, scuotendosi e come risolvendosi si avvicina a Luigi e gli dice, senza essere udito da Santanera) Sentiamo, legislatore, che cosa diresti se io volessi sposare la Dori?
LUIGI
(fa un movimento brusco, poi tra il diplomatico e il sentenzioso) È per lo meno inutile sposare una donna quando non è... (con fine malizia) necessario. È Alessandro Dumas che parla.
NICCOLINO
(con collera sorda) Ma quando invece...
LUIGI
Capisco!... — Alessandro Dumas non ha detto niente! Ma ti dico io che faresti uno sproposito!
SANTANERA
(trova uno spartito) Oh la Carmen! La divina Carmen! (mentre Niccolino e Luigi parlano fra di loro, Santanera facendo passare lo spartito, suonerà a caso i motivi più noti della Carmen).
NICCOLINO
(continuando il suo discorso con Luigi) Molti hanno fatto uno sproposito simile al mio e sono felicissimi.
LUIGI
(sempre con molta gravità) O fingono di esserlo, perchè la gente rida meno. — Sai che si fanno dei nomi?
NICCOLINO
Esagerazioni.
LUIGI
Può essere.
NICCOLINO
Credi nel Duca, tu?
LUIGI
(pensa, poi sempre grave e sentenzioso) Nel Duca? no. Il Duca è un vecchio gentiluomo dieci volte milionario: gliel'ho presentato io stesso a Torino, la sera appunto del suo debutto. Se n'è entusiasmato, ha speso e spende tesori, ma credo appunto che la Dori non sia altro per lui che... un oggetto di lusso, (alludendo alla vecchia età del Duca) solamente di lusso. — Ma... il guerriero? Il Mattìa?
NICCOLINO
(sorridendo) Come il Duca.
LUIGI
Cioè?
NICCOLINO
Un oggetto di vanità.
LUIGI
Chi te lo ha detto?
NICCOLINO
(vivamente) Lei stessa.
LUIGI
Ah, benissimo! Lei infatti lo può sapere!...
NICCOLINO
Credi pure: denari, santità e amanti che si affibbiano alle donne, metà della metà!
LUIGI
È verissimo: ma in certi casi, anche metà della metà... è abbastanza!
NICCOLINO
(senza aver badato all'interruzione di Luigi) Vuoi un esempio? Fra i tanti nomi che si fanno, c'è anche il tuo: — è vero?
LUIGI
(pausa) Tutte le volte che mi hai fatto questa domanda, ti ho dato la medesima risposta: no!
NICCOLINO
Dunque vedi; come non è vero per te, può essere non vero anche per gli altri.
SANTANERA
(suonando l'aria della Carmen) Oh la Dori!... sublime!
NICCOLINO
(sente l'effetto della musica: con passione e trasporto) E poi, infine, che me ne importa? È anche un po' colpa mia e le perdono tutto. Se non posso lasciarla? l'ho nel sangue; l'amo, la odio, sono geloso! — Una delle tre: o divento matto, o m'ammazzo, o la sposo, dunque...
LUIGI
Dei tre mali, il minore, e la sposi. Ma diventerai ridicolo.
NICCOLINO
Non me ne importa.
LUIGI
E tua madre?
NICCOLINO
Non me ne importa.
LUIGI
E l'Adelina?
NICCOLINO
Ti piace?... Tu piaci a lei. — Se non lo sai, te lo dico io e te l'abbandono!
LUIGI
Ma tua madre?
SANTANERA
(suona un altro pezzo della Carmen) Divina! (voltandosi) Niccolino... oh, la Dori! (si volta e continua a suonare).
NICCOLINO
(accalorandosi sempre di più) Va bene; sarò diseredato, lascierà tutto all'Adelina; tanto meglio per te. Essa sarà molto ricca, e tu rasségnati. Non me ne importa niente!
LUIGI
Di modo che... io avrei tutto l'interesse a lasciarti fare?
NICCOLINO
Ti dispenso anche da ogni scrupolo.
LUIGI
Sei meraviglioso. E fino a quando penserai a questo bel progetto?
NICCOLINO
Come, fino a quando?
LUIGI
Quanto ti durerà questa nuova frenesia?
NICCOLINO
Fino a che non l'avrò sposata.
LUIGI
Senti, Nicola: per quanto tu abbia perduta la testa, potrei sperare ancora di riuscire a farti capire la ragione. Ma non ti faccio altri discorsi, non ti discuto neppure, non ti credo. Cose che si dicono.... — Non ti credo!
NICCOLINO
Non mi credi? Vedrai.
LUIGI
Vedremo! Promettimi soltanto di non dir nulla oggi alla Dori di queste tue belle aspirazioni.
NICCOLINO
Perchè?
LUIGI
Per non avertene a pentire domani; mettiamo pure dopo domani!
NICCOLINO
Vedrai.
LUIGI
Non vedremo niente!
SANTANERA
(alzandosi) Io non ho mai imaginato nulla di più delizioso, di più charmant.
LUIGI
Della Carmen?
SANTANERA
E della Dori.
NICCOLINO
(ha un impeto di rabbia e di gelosia — Luigi e Santanera si guardano significativamente).
SANTANERA
(ridendo del suo riso particolare; alzando il capo chiudendo gli occhi) Oh Nenè! (movimento dispettoso di Niccolino. — Santanera con un gran sospiro) Bisogna rassegnarsi.
NICCOLINO
(con impeto) A che?
SANTANERA
A vederla partire. Tu ardi (indicando verso la stanza di Dorina), ma non accendi! (ride c. s.)