NOTE:

[1]. Poco lungi dal luogo ov’è la chiesa di S. Giorgio in Palazzo.

[2]. Alla Maddalena al Cerchio.

[3]. In vicinanza di porta Vercellina che aprivasi ove ora è situata santa Maria alla Porta.

[4]. Il nostro paese era anticamente tutto sparso di laghi, che il tempo e l’opera dell’uomo asciugarono. Il lago Gerundio stendevasi nelle vicinanze del sito ove vi ha presentemente Cassano; il lago Eghezzone era tra Lodi e Crema, e serbasi ancora memoria dell’isola Fulcheria, che esisteva in quel lago.

[5]. Nella contrada di tal nome ove fu eretta a quella santa una chiesa, sul luogo appunto ove i primi cristiani avevano celato il suo corpo.

[6]. Lungo la corsia de’ Servi, dove fu eretta poi la chiesa di s. Paolo.

[7]. Stava ove trovasi ora s. Vittore al teatro.

[8]. Ne serbò il nome l’attuale Verzaro.

[9]. Sorgeva sulla via romana presso al luogo in cui a’ nostri giorni fu costruito il teatro Carcano.

[10]. Era al Carrobbio.

[11]. Quelle che trovansi tuttavia avanti la chiesa di s. Lorenzo.

[12]. Renza, od Orientale ch’era al Leone presso s. Babila.

[13]. A s. Giovanni alle Quattro Faccie.

[14]. Alla Zecca vecchia.

[15]. Nell’anno 539.

[16]. Salì alla cattedra arcivescovile nell’anno 863 e morì nel 881.

[17]. Ne serba il nome il Palazzo che sorge in quella località.

[18]. Personaggio storico. Vedi il Corio.

[19]. Avevasi sospetto, e il fatto lo accertò che il conte Guido Biandrate tradisse i Milanesi favorendo l’imperatore Federigo, di cui passò poscia nel campo. Crediamo però che nessuno avesse pensato a lui nella giornata del 20 aprile 1814.

[20]. Nel 26 marzo 1162.

[21]. Era il mese di marzo dell’anno 1373.

[22]. I fedeli lo riedificarono poscia più vasto e magnifico.

[23]. È desunta da una cronaca latina di quella Valle al capo ove si legge: Die XX martii fuit interfectus Bertramus Dalmasanus dominus Clanetii super pontem de Clanetio per homines Guelphos Vallis Himaniæ, etc.

Nel secolo seguente i valligiani della Brembilla continuarono a commettere sui vicini paesi le più crudeli rappresaglie. Stanco il veneto governo (di cui divenne poi suddita tutta la terra bergamasca) delle loro sfrenate scelleratezze, faceva imprigionare diciotto capi, ordinava che fossero smantellati tutti i villaggi della Brembilla, ed il sole del giorno settimo dell’anno 1443 più non illuminava di quella popolosa vallata che le immense ruine.

[24]. Ora de’ Moroni.

[25]. Quel bosco, contiguo al sobborgo detto degli Ortolani, era il solito convegno dei duellanti dell’epoca. Il convento che dava nome al bosco, esiste tuttavia, e venne ai nostri giorni da privata beneficenza cangiato provvisoriamente in ospitale di donne, che s’intitola delle Fate-bene-sorelle, a similitudine di quello per gli uomini assistito dai Regolari di san Giovanni di Dio.

[26]. Vale a dire due ore prima dell’avemaria della sera, essendo allora ignota la partizione della giornata secondo il sistema francese or fatto universale.

[27]. L’unita incisione che rappresenta la battaglia di Landriano, è tratta dal quadro del valente Sala, rapito sì immaturamente all’onore dell’arte. Esiste tal dipinto presso i conti Cicogna, uno de’ cui antenati prese parte a quella battaglia, ed è il guerriero rappresentato in atto di parlar col De Leyva.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

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