SONETTO
Dicon, ch'era una volta in Frigia un Re
(Ve lo racconto com'udita l'ho)
Che un dì cortese ospizio a Bacco diè,
Quando per avventura indi passò.
Questi dal grato Nume ebbe in mercè,
Col tatto in Or tutto cangiar, perciò
Maravigliosamente oro si fe
Ogni qualunque cosa egli toccò.
Or questa in quanto a me non vorrei già
Trasformatrice aurifica virtù:
Lungi tanta dell'oro avidità.
Vorrei che tutto in or cangiassi tu,
Acciò ne avessi tanta sazietà,
Che i Giulj tre non mi chiedessi più.