SONETTO
Avanti il Creditor viemmi ogni dì,
E mi chiede, e richiede i Giulj tre,
E come un sasso mi si pianta lì,
Inseparabilissimo da me.
E se mi scosto un po', dietro così,
Come l'ombra, mi seguita: ah dov'è,
Dov'è un Corno, qual'ebbe Astolfo un dì,
Che fuggir lungi Uomini, e Donne fe?
Se strumento avess'io di tal virtù,
Suonar vorrei, quanto suonar si può,
Finchè andasse in malora, e un po' più giù:
Ma il destin, che a mio danno ognor si armò,
Forse faria, che non udissi più
Lo spaventoso suon, ch'altri fugò.