SONETTO

Tu crederai, che irato io sia con te,

E io t'amo, o Creditor, e ben ti vò,

E vorrei, che tu fossi o Duce, o Re,

Ed oro avessi, quanto aver si può;

Che generoso allor diresti a me:

Bisogno omai del tuo danar non ho;

Però goditi pure i Giulj tre,

Perchè donazione io te ne fo.

Ma pur ragione ho di temer, che tu

Mi seguiresti a tormentar così,

Sebbene avessi l'oro del Perù;

Che un gravissimo detto c'istruì,

Che chi ha danar, sempre danar vuol più,

Ed un'avaro cor mai non s'empì.