SONETTO
Se là, dove il Pastor recinto fe
Di pali, e reti al gregge suo, men vo,
E il Can quanto feroce esser mai può,
Correr veggio ringhiando in verso me;
Guardo se presso o legno, o sasso v'è,
E con tal'arma in man timor non ho,
O ver mi cerco in tasca, e il pan gli do,
Onde ei si placa, e mi lambisce il piè.
Con te però non si può far così,
Che da te priego udito mai non fu,
Nè faccia brusca mai t'impaurì.
Cor più ostinato, e inesorabil più
Del tuo mai non si vide, e non si udì,
Se più docile è un Can, che non sei tu.