SONETTO
Ascolta, o Creditor de' Giulj tre,
Quanto ingiusta è la tua importunità,
Non sol le umane leggi, e l'equità:
Ma le divine ancor parlan per me:
Poichè nell'Esodo una Legge v'è,
Che vieta si usi troppa assiduità,
Contro chi modo da pagar non ha,
Scritta di proprio pugno da Mosè.
Il capo ventidue ricerca lì,
E al verso venticinque osserva un po',
Se quel Legislator parla così.
Chi danari al mio Popolo prestò,
Importuno esattor e notte, e dì
Non lo tormenti, se pagar non può.