SONETTO
Or dunque, amici, un caro addio vi do,
Mentre da voi lungi rivolgo il piè:
Addìo, Ninfe leggiadre, io me ne vo,
Nè più fra voi si parlerà di me.
A questo amaro passo mi portò
Il debito fatal de' Giulj tre:
Ma nè il primo, nè l'ultimo sarò,
Che ramingo per debito si fe.
Me n'esco in questo dir dalla Città:
Ma tosto il Creditor dietro mi fu,
E disse, venir teco ho volontà.
Afflitto allor me ne ritorno su,
Sclamando: e dunque in Ciel fisso sarà,
Che fuggir da costui non possa più?