SONETTO
Cessate, o fieri venti, or che di quà
Il Creditor mio se ne partì:
Spiri un zeffiro placido così,
Come nel fresco April spirando va.
Splenda ridente il Ciel serenità,
Sia mite l'aria, e sia tranquillo il dì,
E finch'Egli non sia lungi di quì,
Non gli succeda alcuna avversità.
Goda viaggio felice: ma poichè
Lungi da me sarà, fracassi giù
Acqua, e neve dal Ciel, quanta ve n'è;
Acciò non possa ritornar quassù:
E faccia, come il Corvo di Noè,
Che andò a mal'ora, e non si vide più.