SONETTO

Nisa, quell'orsacchin, che l'altro dì

Tisbino mio dentro il covil trovò,

Ardito, e franco omai si fe così:

Che più volte col can si cimentò.

L'innamorato Alcon se n'invaghì,

E per Nerina sua mel domandò;

Che se dar gliel volea egli m'offrì

Il più bel nappo, che veder si può:

Ma abbiasi il Nappo Alcon, che sol per te

Io lo conservo, o Nisa, e sol puoi tu,

Se un Regno avessi, un Regno aver da me

So, che il dono al tuo merto egual non è

Più ti darei, ma che può dar di più

Un, che pagar non puote Giulj tre?