SONETTO
Tigre, a cui i figli il cacciator rapì,
Poichè trovati entro il covil non gli ha,
Dietro colui, che già ratto fuggì,
Corre fremendo, e presso omai gli sta;
Ma quei getta un cristal: stupida lì
Si ferma ella a mirarsi; indi oltre va:
Ma sovr'altro cristal s'arresta, e dà
Tempo di fuga al predator così.
Tal'io se viene il Creditor da me,
Tosto alcun mio Sonetto udir gli fo:
Ei l'ode: indi pur chiede i Giulj tre:
Altro, ed altro Sonetto allor gli do,
E l'intrattengo in guisa tal, finchè
Sottraendo pian pian da Lui mi vo.