SONETTO

Questi, che al vento in van spargendo vo,

Canori miei lamenti io lessi un dì

A Crisofilo, il qual, poichè gli udì,

Ostinato in tal guisa mi parlò:

Non Poesie da te, quattrini vò,

Che non mai Poesia la borsa empì:

Invece il tempo di sprecar così,

Una volta a pagar deh pensa un po'.

Io gli risposi: assai pensier mi diè,

E sempre acuta spina al cor mi fu

Il debito finor de' Giulj tre.

Son stanco omai, non vò pensarvi più,

S'esser pagato vuoi, or tocca a te:

Io ci pensai finor, pensaci or tu.