SONETTO

Folle colui, che ne' più lieti dì

Della verde stagion di gioventù

Vive di gloria vana in schiavitù,

E di sterile fama s'invaghì;

Se Apollo in van la mente, e il sen m'empì

Di nobile poetica virtù,

E or sulle cime del Parnaso, or su

l'alto Elicona passeggiai fin quì;

Poichè le Muse il Creditor sprezzò,

E lungi ognor volse da Cirra il piè,

Nè dell'immortal fronda il crine ornò;

E di vaga Poesia pago non è,

E queste rime, che tessendo vo,

Non le apprezza il valor di Giulj tre.