SONETTO
Io mi sognai, saran due notti, o tre,
Stare in un luogo pien d'amenità
V'eran cetere, flauti, ed oboè
E canti, e giuochi, e balli in quantità.
Ridevan liete, e discorrean con me
Ninfe di bella, e giovanile età:
Nel mondo inter luogo più bel non v'è,
Delizia tal l'Imperador non l'ha.
Di tal piacer mentre godendo vo,
Ecco il mio Creditor, che comparì,
E le mie belle imagini turbò!
E mi destai gridando, e notte, e dì
Dunque s'io veglio, o dormo, o vado, o sto,
Sempre Costui m'inquieterà così?