SONETTO

Dimmi, che giova, o Creditor, che tu

Così spesso mi chieda i Giulj tre,

E sempre importunissimo con me

T'adiri, e stridi, come Corvo, o Grù.

T'accheta alfin, non me li chieder più

Che il tempo perdi, e l'opra; imperocchè

Vedi ben, che finor, nè a me, nè a te

Il chieder tuo di giovamento fu.

Non giova a me la tua importunità;

Poichè chiedi danar, quanto tu vuo'

La borsa il chieder tuo non m'empirà:

E d'altra parte a te giovar non può;

Poichè l'istanza tua mai non farà,

Che danari io ti dia, quando non gli ho.