SONETTO
L'uso scema il piacer: Cosa non v'ha
Così grata, ed amabile così,
Che spiacimento non apporti a chi
Ne abusa con soverchia assiduità.
Armonica gentil soavità,
Che prima l'alma di dolcezza empì,
Posciachè lungamente ella s'udì,
Più non alletta; nè piacer più dà.
Or qual pena poi sia, se ognor si de'
Soffrir cosa, che grata esser non può,
E che non ha, se non disgusto in se?
Questo appunto m'avvien, che mai da te
Triegua e riposo, o Creditor non ho:
Nè di chieder mai cessi i Giulj tre.