SONETTO

A un Pittor, dissi un giorno: Io vò da te,

Se valent'Uomo, e buon Pittor sei tu,

Ritratto tal, che rappresenti a me

La faccia, che più brutta al mondo fu;

Ei figure bruttissime mi fe

Cogli occchi in fuor, col naso torto in su;

Nè sodisfarmi unqua potèo, benchè

Deformi fosser, qual Tersite, e più.

Ma finalmente al natural così

Il Creditore mio delineò,

Che vivo mi parea vederlo lì.

Nel mirar quel mostaccio, allora sì,

Bravo, dissi, o Pittor: di più non vò;

La più brutta figura eccola quì.