SONETTO

Se tu avessi la verga di Mosè,

Che se un sasso durissimo toccò,

Limpido umor, dal sasso distillò,

Che agli assetati Ebrei ristoro diè,

Allora sì, che vorrei dire a te:

Con quella verga tua toccami un po',

Toccami, ed osserviam, se cavar può,

Come dal sasso umor, danar da me:

Ma se la tua importuna assiduità

Non ritien l'ammirabile virtù

Di cavare il danar, da chi non l'ha;

Chetati omai, non tormentarmi più:

Che se l'istesso stil si seguirà,

C'inquieteremo invano ed io, e tu.