SONETTO
Qual Uom, che lunga prigionia soffrì
E alfin per racquistar la libertà,
I lacci ruppe, e di prigion fuggì:
Onde solo fra boschi errando va;
Se il mormorìo di leggier vento udì
Fra quelle taciturne ombrosità,
Timido il passo arresta, e timor ha,
Che quegli sia, cui dalle mani uscì;
Tal'io, che come scampo aver si può,
Lungi da lui, che affanni ognor mi diè,
Qual fugitivo prigionier, men vo,
Se voce ascolto, o calpestìo di piè,
Pallido mi rivolgo, e timor ho,
D'appresso aver Colui de' Giulj tre.