SONETTO
Chiunque a' rai del giorno i lumi aprì,
E quest'aura vital spirando va,
Tutti non vide andar sereni i dì,
Non mai intera godè felicità:
Altri i colpi fierissimi soffrì
Di nemica crudele avversità,
Altri nel petto un folle amor nudrì,
Altri l'empia dell'oro avidità.
Chi per livor, chi per rancor penò,
E ciascun in se stesso, o attorno a se
Continuamente il proprio mal portò;
Ma il Ciel viepiù, che altrui, nemico a me,
Per mia pena maggior, mi consegnò
A un crudele esattor di Giulj tre.