SONETTO

Cometa, che pel Ciel cinta sen va

Di sanguigno splendor, non mai così

La sbigottita Plebe impaurì,

Che morbi teme, e guerre, e aridità:

Come sovente palpitar mi fa,

Se improviso Colui mi comparì,

La cui presenza ognor mi presagì

L'ostinazion di mie calamità.

Pur le Comete, o sian Pianeti, o no

Hanno il lor corso regolar, tal che

La lor comparsa preveder si può;

Ma quella di Colui de' i Giulj tre

Disporre in Efemeridi non so,

Che spesso avviene, e regolar non è.