SONETTO
Alza la greve mazza il Fabro, e dà
Colpi sovra l'acciar spessi così,
Che il Ciel rimbomba; indi cimier ne fa,
O arma, che regga a' colpi ostili un dì;
Che se ivi l'opra accalorando sta,
E il petto poi di quell'acciar coprì,
Intrepido alla pugna il Guerrier va,
Perchè sa di qual tempra armi vestì.
Imperturbabilmente sosterrò
Anch'io gli avversi colpi, e contro me
S'armi fortuna rea, quanto più può;
Che il duro Creditor de' Giulj tre
Ogni male a soffrir già m'avvezzò,
Colle molestie, che tutt'or mi diè.