SONETTO
Qual'armonia dal Ciel fra noi calò,[11]
Che l'aere intorno di dolcezza empì?
Non mai sì dolce l'Usignol cantò,
Cigno non cantò mai dolce così;
Nè si soavemente risuonò
Fra gli Elisi d'Orfeo la lira un dì,
Quando il Mastin Trifauce addormentò,
E al fiero Dite Euridice rapì.
Forse fra' Cieli armonici sarà
Concerto tal, se pur è ver, ciò che
Dicea quel Savio dell'Antichità:[12]
Ma sia pur quel, che vuol, cagiona in me
Tal meraviglia, incanto tal, che fa
Per fin dimenticarmi i Giulj tre.