VIII

DIGRESSIONE SUL MATRIMONIO

Quanto le mogli sieno nimiche degli studi assai leggermente puote apparire a' riguardanti. Rincresce spesse volte a' filosofanti la turba volgare: per che, da essa partendosi e raccoltosi in alcuna solitaria parte della sua casa, sé contra sé con la considerazion trasportando, talvolta ragguarda quale spirito muove il cielo, onde venga la vita agli animali, quali sieno delle cose le prime cagioni; e talvolta nello splendido consistoro de' filosofi mischiatosi col pensiero, con Aristotile, con Socrate, con Platone e con gli altri disputerá della veritá d'alcuna conclusione acutissimamente; e spesse fiate con sottilissima meditazione se ne entrerá sotto la corteccia d'alcuna poetica fizione, e, con grandissimo suo piacere, quanto sia diverso lo 'ntrinseco dalla crosta riguarderá. Né fia che non avvenga, quando vorrá, che gl'imperadori eccelsi, i potentissimi re e prencipi gloriosi con lui nella solitudine non si convengano, e con lui ragionino de' governamenti publici, dell'arti delle guerre e dei mutamenti della fortuna. Alle quali eccelse e piacevoli cose sopravverrá la donna e, cacciata via la contemplazion laudevole e tanta e tal compagnia, biasimerá il suo star solitario e 'l suo pensiero, e spesse volte, sospicando, dirá questo non solergli avvenire avanti ch'ella a lui venisse, e però assai manifestamente apparire lui esser di lei pessimamente contento. E, postasi quivi a sedere, non prima si leverá che, esaminati i pensieri del marito, lui di piacevolissima considerazione in noiosa turbazione avrá recato. Che dirò dell'odio ch'elle portano a' libri, qualora alcuno ne veggiono aprire? che delle notturne vigilie, non solamente utili, ma opportune agli studianti? Tutto a' suoi diletti quel tempo esser tolto, lagrimando, confermano. Lascio le notturne battaglie, li loro costumi gravi a sostenere, la spesa inestimabile che nelli loro ornamenti richeggiono: tutte cose, quanto esser possono, avverse a' contemplativi pensieri. Che dirò se gelosia v'interviene? che, se cruccio che per lunghezza si converta in odio? Io corro troppo questa materia, percioché bastar dee agl'intendenti averne superficialmente toccato. Ma, chenti che l'altre si sieno, accioché io quando che sia mi riduca al proposito, tal fu quella che a Dante fu data, che, da lei una volta partitosi, né volle mai dove ella fosse tornare, né che ella andasse lá dove egli fosse. Né creda alcuno che io per le sudette cose voglia conchiuder gli uomini non dover tôrre moglie; anzi il lodo, ma non a tutti. I filosofanti, che 'l mio giudicio in questo seguiteranno, lasceranno lo sposarsi a' ricchi stolti e a' signori e similmente ai lavoratori; ed essi con la filosofia si diletteranno, molto piú piacevole e migliore sposa che alcuna altra.